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Il quadro e la scena. La prospettiva nel mondo che cambia
Il Rinascimento apre a una visione nuova che include il concetto di scena. La scena è quanto si svolge caricata di connotati riferiti alla società dell'epoca.
Immortalare e rendere ufficiale quanto si svolge nel piccolo di una immagine rendendola testimonianza assoluta che travalichi il concetto di tempo, è quanto si prefigge il mondo rinascimentale. La caricatura ne consegue insieme a forme di esagerazione che attraverso la commedia dell'arte si trasferiscono nel Carnevale. La dimensione salottiera connoterà il Seicento realizzando un microcosmo di opulenza e agiatezza vistosa, di contro al mondo reale.
Con queste caratteristiche nel Rinascimento si diffonde la moda di rappresentare l'Arte su tela, e quindi la cultura del quadro. A differenza del mondo medievale in cui si viveva immersi in una condizione sociale su modelli epici che coinvolgevano anche il popolo, tutto cambia nel momento in cui l'affresco è sostituito dal quadro che delimita gli spazi della tela. Il quadro serve non solo all'autocelebrazione del soggetto che ha commissionato il dipinto ma anche a sviluppare una concezione separatista della società con gli alti ranghi che si mostrano sempre più inaccessibili.
Il quadro è la scena che acquisterà una sua ben marcata definizione con il Melodramma allo scoccare del 1600. Se nel Medioevo la pittura era legata alle azioni secondo la convinzione che nobilitassero il soggetto spesso rappresentato in forma trionfale attorniato dal popolo, nel Rinascimento con la comparsa della pittura su tela che si converte in quadro, il divario tra chi sta in alto e chi sta in basso aumenta, spianando la strada a un modello classista della società, evidenziato in architettura dalla struttura del palazzo. Il palazzo è uno spazio chiuso ma non secondo l'accezione del castello medievale. Lo è realmente negli ampi spazi cittadini. È un mondo a parte non autosufficiente, ma al tempo stesso precluso alla moltitudine.
All'idea del quadro contribuisce anche la prospettiva con l'idea di profondità che crea l'illusione di espansione del piccolo. È il ritorno del teatro in una nuova visione di corte che introdurrà alla reggia e a forme di assolutismo poggiate sullo sfruttamento degli ultimi.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.