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''Valere'', ''Volere'' e ''levare'' nel tema dell'eroe
"Carnevale" dal significato di "eliminare la carne" richiama all'affinita' con i verbi "levare", "valere" e "volere".
Questo trinomio basterebbe di per sé ad avviare i contenuti di una storia che si rendesse portavoce delle istanze di modello di un eroe. Soffermiamoci innanzitutto su "Carnevale" che suggerisce il verbo "valere" di sostegno al periodo stesso, conferendo a questo il significato di "raccomandato il consumo di carne". Levare sembra l'anagramma di Valere e si lega perfettamente al periodo del Carnevale in relazione a quello della Quaresima. Chiaramente il consumo fi carne non si riferisce solo all'alimentazione ma diviene rappresentazione di un modello di vita godereccio consentito in pieno inverno di contro a quello austero da seguire in Quaresima. Anche se così non è, il Carnevale sembra interporsi come festa di spensierata mondanità tra due importanti periodi sacri: del Natale e di quello preparatorio alla Pasqua. Dico e preciso "Così non è" perché anche il Carnevale nasce come festa dal carattere sacro da noi moderni ormai perso per strada.
Il sostantivo "valore" si connette con "eroe" e con "oro" legandoli indissolubilmente e così combinati i tre monomi conferiscono l'impronta evolutiva di un racconto che va via via definendo il modello dell'eroe. Valore sembra suggerirci "che vale oro" e l'oro tramite l'inciso della R tra due vocali suggerisce l'idea dell'eroe quale soggetto degno di ogni riflessione devozionale, perché nonostante umano, appresenta l'eccellenza che avvicina ai comandamenti divini. Pertanto gli eroi e i sommi poeti avevano il capo cinto di corone di alloro.
Non esiste valore che non sia accompagnato dalla volontà e il verbo "volere" nel suddetto progetto esistenziale si rende necessario. Dimostra la volontà, la vocazione a incarnare un modello di superiorità per il fatto stesso di non essere intrapreso e condotto fino in fondo da tutti, se non da pochi, al fine della propria spirituale realizzazione. L'Essere è oggetto di studio ontologico metafisico e l'eroe in quanto tale rifugge la mediocrità mondana e si applica per inseguire l'Essere. L'eroe è l'uomo di valore a cui si giunge eliminando abitudini e stili di vita scorretti che minano anche il carattere dell'individuo. La pietas augustea offre un modello di vita tramite cui approcciarsi alla condotta dell'eroe e a trasformarsi in questi.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.