Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
Occidente deriva da "occido Is" dal significato di "cadere". Da qui "uccidere" da cui il traslato "cadere morto in battaglia".
Leghiamo il verbo uccidere prima ancora che all'episodio di Caino e Abele, ai conflitti bellici. Successivamente, alla fine del giorno e al crollo del sole oltre la curva dell'orizzonte. Questa immagine assume il valore di un vero e proprio atto incendiario che trascina l'astro nel regno dell'Ade, identificandolo con costui. È anche sì vero che la conclusione del giorno celebra ritualmente il sacrificio del sole che si presta a farsi sostituire dalla notte.
Il sacrificio è l'atto che consacra nel tempo il valore dell'eroe, cristallizzandolo in divinità. Questo concetto che caratterizza a livello archetipico l'evoluzione dell'uomo in più direzioni è ben messa a fuoco dalla tradizione germano norrena attraverso l'immagine del sole "Sunno" recuperata dalla cultura anglosassone e tradotta in Sun. È interessante questo passaggio perché il popolo anglosassone recupera e riporta al sole il valore di Figlio contenuto nel numero tre delle lettere. Il sole è il Figlio e in quanto tale si offre in sacrificio per la continuità della vita oltre la vita stessa, consentendo all'eternità di comparire nell'orizzonte delle probabilità. Attraverso la connotazione di Figlio l'eroe trascende la dimensione umana per acquisire titolo divino. Lo vediamo anche nella tradizione cristiana a proposito di Gesù che attraverso la morte e Resurrezione rivela di essere il Cristo.
Il sole nel repertorio immaginifico anglosassone è legato al simbolo del triskali. Tramite il figlio i due opposti vengono intrecciati nobilmente. È quanto riscontriamo nella tradizione celtica in cui il figlio trasla nel simbolo del padre assicurando attraverso il ciclo di transizione e conversione stabilità ed evoluzione alla tradizione.
L'immagine del sole legato alla sua sposa, la luna, ci trasporta nella dimensione idilliaca di preambolo alla cultura cortese cavalleresca. Il sole è colui che si sacrifica per la salvezza della sua amata. È la figura dell'eroe che trascende la soglia del tempo divenendo effigie di sacralità e nobiltà, riferimenti del vero cavaliere celebrato nei poemi bretoni.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.