L'Assurdo e l'Improbabile. Le stanze segrete dell'Essere
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L'Assurdo e l'Improbabile. Le stanze segrete dell'Essere

Amore e Psiche
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L'Assurdo e l'Improbabile. Le stanze segrete dell'Essere
L'Assurdo e l'Improbabile. Le stanze segrete dell'Essere

 

"Resistere" è il rafforzativo di esistere. Quando resistiamo facciamo leva sulla nostra volontà per continuare ad essere e anche ad esistere.

Abbiamo bisogno a volte di scossoni forti che ci portino ad affermare con decisione la nostra presenza e ciò a seguito di importanti cedimenti che mettono a dura prova la nostra voglia di proseguire. Ciò nonostante la tentazione di mollare tutto, quando la stanchezza morde o assale.

Se tutto fosse limitato a questa vita per come si svolge a finestre e porte spalancate, allora forse vivere non sarebbe poi un'avventura per cui varrebbe la pena rischiare e morire a volte o troppo spesso, per poi rilanciarsi nuovamente. Le sfide che ci consentono di rimetterci in gioco continuamente sono forse guidate più dai sogni per altri impossibili e che invece per molti costituiscono il sale e il motore dell'esistenza. L'improbabile che crea la voragine tra i rapporti del soggetto con gli altri, è ciò di cui ci poniamo a tutela perché più ci rappresenta. Raccoglie sogni, viaggi, avventure esistenziali che affermiamo di desiderare a noi stessi e che ci pongono in contrapposizione col mondo esterno. Per chi non è il soggetto, l'improbabile e l'assurdo si esauriscono in un mucchio di niente. Combaciano pur essendo il traino di esperienze diverse.

L'Assurdo, tema del Novecento, c'immette direttamente in un duro confronto con noi stessi articolato lungo un percorso spesso impossibile perché campato in aria e concepito dalla follia. È il tema della follia. L'improbabile può figurare come l'assurdo per chi lo guarda con occhi esterni, ma è la cartina di mete che svincolano il soggetto dalle catene pesanti di un'esistenza oggettiva, spianando il terreno a duri banchi di prova.

Nell'improbabile noi non esistiamo qui, ma ci realizziamo altrove, lontano dai recinti del giudizio imposto dagli altri. Lottiamo e scopriamo altre radici di esistenza che ci legano a personaggi perduti, distanti da noi secondo la realtà oggettiva. L'improbabile non ha regole se non il proprio fiuto che ci fa essere armati dove per gli altri non occorrerebbe o innocui dove occorrerebbero armi e corazze. È il regno degli artisti l'improbabile, perché tutto da dipingere. Ciò che non può qui e non potrebbe essere neanche essere lì, apre alla vanificazione dei confini tra chi siamo ora e i nostri opposti che sentiamo appartenerci e sono forse tracce nella nostra pelle.

Di ciò che siamo stati o saremo, in altre forme e dimensioni, o sotto questo cielo.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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