Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
Le frontiere dell'anima possono essere varcate più facilmente dalla pittura che dalla scrittura.
La scrittura deve necessariamente seguire un ordine nello spazio e nel tempo, per quanto "Il flusso di coscienza " avvii agli esordi del Novecento sbilanciato su nuove sperimentazioni, dilatando le misure di tempo e spazio. L'arte figurativa è emissione diretta del patrimonio emozionale e animico che si traduce in accurata ricerca estetica. È un flusso liberatorio che attracca ai porti del consenso di chi si ritrova in quelle suggestioni tracciate dai colori e interpretate da essi.
La pittura è l'infanzia dell'uomo di cui esprime il percorso dell'evoluzione animica. Ogni espressione raffigurativa per quanto elegante e raffinata, parte da un naif di gemellaggio uomo Natura. La fantasia dell'uomo si corrobora partendo da questa realtà di condivisione primitiva di un insieme che non prevedeva sottomessi e di cui l'uomo era un ingranaggio inserito all'interno delle condivise dinamiche. La primitività si ritrova nella cultura medievale seppur affinata dai risvolti estetici dettati dal clima di chiusura che ha al suo centro il rapporto con l'ambiente. La fantasia riverbera nell'arte medievale attecchendo al discorso della fede e ai suoi risvolti magici che ne esaltano l'aspetto mitologico e ancestrale. Figure teriomorfi o di orchi spalancano su un inconscio emotivo dalla Classicità a lungo sedato, esplorando tramite il linguaggio visivo il terreno dell'improbabile che è di carattere favolistico e fantastico di contro a quello dogmatico trainato dalla Cristianità.
Nonostante l'arte medievale sia impostata tutta sulla fede, come dimostra il vasto repertorio riferito alla raffigurazione dei santi, innumerevoli sono le variazioni sul tema della fede. Nonostante i suoi caratteri precisi e concisi, l'Arte medievale si particolarizza caso per caso perché al di là del rigore delle scuole c'è la scioltezza dei sentimenti ispirati a dare luogo ai magnifici esempi pittorici e scultorei. L'assenza di prospettiva, il sentimento di adorazione o prostrazione alleggerito dal ruolo non solo estetico della doratura applicata alle immagini di santi e aristocratici toglie quel panno di pesantezza visiva che connoterebbe ogni opera. C'è fantasia e decoro a ispirare il mondo medievale, che arrivano fino a noi anche per tramite dell'influenza del mondo bizantino che ha cosparso di bellezze gemmate e di atmosfere sognanti il mondo di allora.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.