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Sono gli astri in cielo a indicare i passaggi epocali. Il termine segno indica proprio l'incisione su una tavola piatta che rappresenta il manto del Cielo, nonostante la sua profondità.
La Cometa dell'Epifania, gli strani avvistamenti odierni fanno parte del progetto di un nuovo ordine cosmico che cerca di imporsi influenzando le vite di tutti gli esseri viventi. Non siamo disgiunti dal Cielo e di questo occorre prendere atto. Nonostante si pensi il contrario, è nel Cielo la vera solidità, e nella sua manifestazione.
La caduta del Cielo non è solo il cataclisma che ci sconvolge qui sulla terra. È la fine anche del pensiero per come lo conosciamo. È la distruzione del mondo anche in riferimento all'uomo. Il diluvio universale lo si deve intendere anche in questa prospettiva. Il cielo si rovescia sulla terra che si ritrova avvolta dalle acque. Noè il cui nome riconduce al Nous, intelligenza che governa il tutto e quindi parimenti lo Spirito Divino tradotto in azione, è il fondatore di un nuovo tempo. È la traslazione di Dio sulla terra che salva ciò che merita di restare, preparando dopo il Kaos resosi necessario, un nuovo ordine.
L'arca riconduce nel nome ad "Arche': principio". Non è una nave qualunque quella costruita da Noè sotto indicazione di Dio. È fatta in un certo modo e ciò rimanda al principio secondo cui esiste uno spirito nascosto al di sopra di tutto, che cogliamo come Legge Divina, a cui corrisponde un prescelto qui sulla terra. Un prescelto che può essere benissimo inteso come suo riflesso e strumento per operare uno sconvolgente cambiamento.
Non esiste cambiamento per l'uomo che non sia deciso dal Se' che è la scintilla divina dentro ogni essere palpitante.
Alla luce di quanto sopra detto a proposito di Noè, anche Gesù può essere inteso come la traslazione di Dio, tramite cui il Padre attua la rifondazione dell'umanità. È questo un capitolo delicatissimo che potrebbe aprire a contenuti che ci porterebbero alla deriva del Credo assiomatico. È interessante soffermarsi sul valore della cavità dell'arca, che ritroviamo in Natura al fine di dare asilo e assicurare la continuità della vita sulla terra ad ogni essere vivente. La canna, l'esile filo d'erba assicurano riparo e continuità dell'esistenza agli essere piccoli e invisibili a cui noi non prestiamo attenzione e che pure fanno parte del grande tessuto animico che è la Natura. Anche questi esserini per noi insignificanti furono salvati da Noè e forse furono proprio quelli a cui il patriarca prestò maggiore attenzione, in quanto rappresentano la vita nei suoi processi di affermazione, che sale dalla semplicità della base per poi ergersi sotto la volta del cielo.
I germi che ritroviamo in armonico equilibrio nel simbolo del Tao a questo concetto si riconducono. L'invisibile ha posto le radici della vita, eseguendo quanto dettato dall'Invisibile in Alto che si rende presente in ogni forma di esistenza.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.