La speranza, la speme nel canto antico
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La speranza, la speme nel canto antico

Amore e Psiche
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La speranza, la speme nel canto antico
La speranza, la speme nel canto antico

 

Ognuno in cuor suo spera ed è la speranza come sentimento ad avvicinarci tutti.

Nelle sue specifiche diversità, la speranza ci accomuna e questo sentimento di condivisione lo ritroviamo espresso nella letteratura romantica.

La speranza è degli animi candidi, di chi confida nel fato in quanto tale o nel destino che incrocia ed esprime la volontà di Dio.

La speranza è della gente semplice a cui tutto sembra nel giusto perché nell'ordine delle cose o nella grazia di Dio. La delusione invece è del poeta che sa che nulla verrà modificato, ma che intanto spera perché è nella necessità della vita sperare.

Il doppio volto della speranza è evidenziato dalla sera che conclude ma apre alla parte più spirituale della giornata. La"speme" è quanto resta senza costrizione alcuna al calar del giorno, per svaporare l'indomani all'alba.

"Speme" e "Spuma" si appartengono. La speme è negli occhi del poeta che guarda e ascolta alla ricerca di un lieto mutamento che gli alleggerisca il cuore. È di chi spera e leva gli occhi al cielo, facendo così comprendere il suo sentimento a chi è presente al suo sguardo. Il deluso guarda in basso perché trascinato dal cuore stanco e contrito. La delusione grava come un macigno lungo il percorso della vita. La speranza è la nuvoletta che viaggia serena all'imbrunire e leggera si dissolve lontano, forse soddisfatta e compiuta.

Ecco, alla speranza segue la compiutezza e per questo si carica di sogni con la notte, che di giorno svaniscono.

Kalimera in greco significa "buongiorno". Letteralmente "buona porzione". Il mattino che ultima col mezzogiorno è una parte della giornata. Il "meros" greco ha il corrispettivo nella "ratio" latina che significa proprio "porzione" da cui Ragione. Il giorno è legato all'attività della ragione che è una parte soltanto della mente umana, insufficiente a cogliere la realtà per intero, in quanto offuscata dalla luce abbagliante del sole che con i suoi raggi scansiona il mondo. Altro sono i sentimenti che nutrono le componenti della Psiche che in greco significa Farfalla. Questa compare nelle immagini primitive e naif dell'infanzia in un bel mattino mentre svolazza per i prati sotto la luce del sole. Rappresenta il binomio antico "anima ragione" e la mobilità di chi spensieratamente si incammina alla ricerca della Verità inafferrabile.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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