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Nella seconda metà del Novecento, intorno agli anni Sessanta si assiste a un ritorno alla spiritualità epica.
Dopo lo scombussolamento che investe l'Europa al termine della Seconda Guerra Mondiale e alla ridisegnazione dei confini, la società è portata a riassestarsi su nuovi equilibri e nuove fermenti antinazionalisti che dividono su due fronti la società anche in Italia. Da un lato assistiamo all'esaltazione dell'America che si traduce nell'affermazione del sentimento atlantista, dall'altro alla forte influenza opposta a questa e che ha come riferimento la Russia e il patto di Varsavia. Due forme di fanatismo si fronteggiano senza mai risolversi ancora oggi definitivamente. Nel mezzo, una presa di coscienza sempre più diffusa che il modello consumistico americano accelera uno stile di vita dispendiose e per nulla soddisfacente, e per la classe operaia e per quella dei ricchi borghesi. Comprare, inseguire le mode porta a forme di bulimico disagio anche nei confronti del tempo mai sufficiente a propria disposizione. Alla frenesia moderna si contrappongono discipline antiche come lo yoga che invece ripongono al centro il tema dell'immortalità proprio di tutte le correnti epiche anche di quelle a noi più vicine. I moti del Sessantotto fanno esplodere il disagio dei nuovi giovani alla ricerca di un contatto con la natura primordiale sempre più oltraggiata dallo stile di vita consumistico e dalla continua ascesa della tecnologia che da un lato sembra andare incontro all'umanità, dall'altro mina l'indispensabilità dell'essere. In questa cornice si spiega l'operazione culturale prima ancora che musicale di Robert Plant e dei Led Zeppelin condotta attraverso i testi delle loro musiche che riportano alla ribalta l'epica celto germanica attraverso i riferimenti al dio Thor. Insieme al tema del ritorno a una natura libera e pulsante e per alcuni versi anche scomoda, c'è il ripristino in una caotica visione della società della divisione drastica e ordinata dei poli opposti, maschile e femminile. Un aspetto questo scarsamente considerato e messo in ombra dal travisamento dell'abbigliamento di Robert Plant e dei grandi divi musicali del tempo. Camicie a motivo floreale e jeans a zampa di elefante con stivali a zeppa, capigliatura folta e disordinata lasciano intendere un richiamo al femminile che in realtà non esiste. Il modello di riferimento è l'uomo secondo un'idea di virilità di tipo eroico e legato alla natura selvaggia che richiede animi impavidi e forti.
Il tema del travestimento, della confusione sessuale subentrerà sul finire degli anni Settanta e primi anni Ottanta preparando all'onda new wave e gotica che riporra' al centro della natura e della mitologia ancestrale la donna e il mistero del femminile.
Ritornando agli anni Settanta, il tema dell'immortalità e quell'idea di epica trovano plauso anche in Italia e connotano la musica e i testi dei primi Pooh. Il 33 giri Parsifal del 1973 è un autentico capolavoro. Per arrangiamenti e testi i Pooh compiono una operazione culturale assolutamente nuova che consiste nel recuperare dal bacino socio culturale del Novecento esempi di eroismo che vanno salvati dall'oblio collettivo. Il grande esploratore che sorvola l'artico e non fa più ritorno a casa, precipitato col suo velivolo è d'ispirazione a "L'anno, il posto, l'ora". Un brano che nonostante siano passati sessant'anni resta di un'attualità sconvolgente e di una modernità perché classico e innovativo nel contempo. Il testo risuona degli echi del Romanticismo più raffinato e incrocia negli accordi l'impeto wagneriano di grande intensità, ponendo al centro forza, coraggio e spirito eroico di monito agli uomini di domani e di oggi che disconoscono spirito di sacrificio e sentimento protettivo verso la propria donna. Un brano di grande perfezione e suggestione che meriterebbe di trovare posto nelle materie di studio delle scuole medie e ginnasiali odierne.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.