La politica e la maschera della difesa dei disagiati
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Abbiamo 290 visitatori e nessun utente online

La politica e la maschera della difesa dei disagiati

l'Opinione
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
La politica e la maschera della difesa dei disagiati
La politica e la maschera della difesa dei disagiati

 

Oggi si pretende di essere accettati ad ogni costo. Dietro questa richiesta affatto legittima c'è tutta un realtà fatta di stanchezza, di routine alienante e di insoddisfazione la cui natura  non può essere rintracciata al di fuori del soggetto.

Un dato preoccupante che segna marcatamente le scelte anche politiche della società. Il rifiuto di andare incontro all'altro, l'arroccamento nelle proprie forme di pensiero  passano attraverso il cattivo gusto e forme di spettacolarizzazione collettive. L'osceno, il trash, tendono a spingere verso la cultura dell'Io a prescindere da tutto, fomentando episodi di violenza come risposta da parte di chi non si riconosce in questa sottocultura. Pensiamo ai gay pride. Chi storce il naso è automaticamente tacciato di razzismo. Il riscatto da certe posizioni eversive non c'è come impegno da parte del singolo, né potrebbe mai esistere dal momento che la fascia sempre più vasta di disagiati viene utilizzata da una certa politica per i propri fini che non sono assolutamente nobili ma interessati ad abbindolare quanti più soggetti ritenuti scomodi allo scopo e da un lato di mostrare un quadro della società per nulla progressista e che trascuri i bisognosi, e dall'altro e questo è l'aspetto ancora più inquietante a mio avviso, di manipolare e ricattare l'esercito di soggetti ribelli ma sconclusionati.

Ed è così che la Storia si ripete.

Gonfiate le reti di un partito politico che dice di avere a cuore le esigenze dei disagiati e otterrete forme di autoritarismo inquietante. Basti guardare alla nascita del nazismo. Ancora più pericoloso diventa il partito se raccoglie al suo interno militari e magistrati in cerca di plauso. La democrazia è un diritto e come tutti i diritti richiede menti salde, altrimenti trascina in un baratro di ciechi. E a proposito  della cecità in chiave simbolica e sociale il Novecento ha da insegnarci tanto. Peccato però, che i suoi esempi da molti siano considerati superati e da quella cerchia di intellettuali che vorrebbe fare credere di remare contro il globalismo e in realtà insegue a piè sospinto, occupando le poltrone dei principali salotti televisivi.

Le forme di delirio collettivo stravolgono l'analisi critica e ponderata della realtà e non portano a nulla di buono, per nessuno, a incominciare per coloro che credono di vedere tutelati i propri interessi. La maschera prima o poi cade, rivelando prevaricazione e usurpazione da parte di quei politici divenuti intanto più numerosi e più forti.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001