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L'invito alla memoria nell'odierna crisi collettiva
Oggi assistiamo a un'esortazione diffusa rivolta alla preservazione della memoria. Un fatto positivo ma che a ben guardare, nasconde retroscena preoccupanti.
È come se volessero prepararci all'incombente aggressione totale dell'intelligenza artificiale, a prendere visione di un'irreparabile cambio di rotta. Memoria è archiviazione. È conservazione di un patrimonio mai più ripristinabile e ormai andato perduto. È ovvia documentazione di un'epoca ormai tramontata. Se da un lato si sente parlare di resilienza, dall'altro la conservazione di un'epoca ormai conclusa demolisce ogni tentativo di ribellione e predispone a una resa collettiva. Memoria sarà considerato anche l'odierno presente perché di transito verso un cambiamento che si vuole fare credere irreversibile. Ci stanno preparando dunque a subire quanto è stato già stabilito e che piano piano scivolando dall'oggi al domani, ci porra' di fronte al transumanesimo compiuto. Il cambio di realtà lo stanno subendo innanzitutto i giovanissimi affetti da un'inspiegabile stanchezza da interpretare come una sorta di inerzia di fronte a battaglie che chi comanda nel mondo vuol fare apparire perse in partenza. La stanchezza, la svogliatezza si misurano con la presa di visione di un non senso diffuso che esprime la non più indispensabilità dell'essere umano. I giovani per primi affacciati al davanzale del domani avvertono il vuoto del loro scopo di esistere occupato abusivamente dall'intelligenza artificiale.
Quanto detto deve indurci a riflessioni significative. Quanto ancora si può fare per evitare la catastrofe? Memoria sì, ma tenendo bene a mente la disgiunzione tra quanto va catalogato come storico e quanto è spirito collettivo per sua natura sempre pronto ad attivarsi contro forme di aggressione alla persona.
La memoria è una fonte di ricchezza. Non va confusa con il ricordo. Memoria diventa ogni anziano che muore e confluisce con il suo bagaglio di esperienze e insegnamenti non in uno sterile scrigno di archivio, ma va vissuto come guida a orientarsi sulla retta via, in una visione d'insieme collettiva. Il ricordo è il bagaglio umano personale, la nostra ricchezza interiore fatta di relazioni con noi stessi e con gli altri. Di maturazione e di senso di partecipazione alla vita con gli altri.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.