Le mete dei viaggi che non attirano più. Il silenzio dei paesaggi interiori
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Le mete dei viaggi che non attirano più. Il silenzio dei paesaggi interiori

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Le mete dei viaggi che non attirano più. Il silenzio dei paesaggi interiori
Le mete dei viaggi che non attirano più. Il silenzio dei paesaggi interiori



È strana questa umanità. Ha sostituito i paesaggi dell'anima con quelli geografici. Le esplorazioni della propria interiorità e della persona che suscita in noi interesse sono stati soppiantati da mete e percorsi turistici.

Tutto è  basato sull'esterno e spesso visto deprivato di quella sua autentica peculiarità. Il virtuale, le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale distraggono ponendoci a contatto costante con nuove curiosità subito da smantellare con quelle più avanguardistiche. La conseguenza, un impoverimento severo di interesse per un rapporto biunivoco, sensato e profondo, ragione un tempo dell'esistenza umana. Il continuo confronto con mete sempre più diverse e quasi irraggiungibili è diventato il nuovo campo esplorativo dell'uomo sottoposto sempre a nuovi stimoli e a  pressioni fisiche estenuanti allo scopo di mostrare agli altri di cosa è stato capace e dov'è arrivato. Anche l'atletica, la ginnastica, le discipline morbide come la danza adesso sono banchi di prova che evidenziano i livelli prima impensabili di sforzo e di risultati conseguiti. Tutto allo scopo di stupire e di fare dire "Sono un eroe perché sono arrivato a fare cose per te impensabili". E così, non si ha paura di lanciarsi  nel vuoto da centinaia di metri  d'altezza perché il pericolo e il rischio che qualcosa vada storto   viene rimosso e soppiantato dal successo sui social della ripresa  video.  Anche l'approccio con la natura è cambiato e i cosiddetti cammini, percorsi lunghi da fare a piedi, di un contatto immersivo con i luoghi non sfiorati dalla presenza umana,  prima occasione per riappropriarsi del rapporto con l'ambiente e i paesaggi, oggi sono diventati palestre per l'affermazione del proprio off limit.

Per i più comodi restano le consolidate mete esotiche che prevedono lunghe tratte in aereo. Il selvaggio viene sfiorato appena per via delle sistemazioni in strutture alberghiere esclusive  e ad alto confort.

Riassumendo, le distanze smisurate non spaventano se l'obiettivo è un viaggio oltre l'ordinario. Al contrario, pesano anche quei  cinquanta chilometri da percorrere in macchina o con un mezzo qualsiasi se l'obiettivo è andare a conoscere una persona di persona, azzerando tutti i filtri virtuali. Per quest'ultima possibilità ecco che compaiono muri e problemi insormontabili. L'unico problema vero è la responsabilità di mettersi in gioco e seriamente per un rapporto costruttivo. Troppo spreco di energie anche per l'imbarazzo di un silenzio che potrebbe forse insorgere, dettato dall'impossibilità oggigiorno un po' per tutti di aprirsi all'altro e mostrare   un paesaggio verde e confortante, invece di un arido deserto interiore.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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