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Il Frankstein di Shelley e tracce dell' Ebraismo oscuro
Il romanzo Frankenstein visti i tempi risuona più attuale che mai. Sull'opera della Shelley mi sono già soffermata nei precedenti articoli.
In questo voglio indurre a profonde considerazioni su eventuali influenze tra il mostro e la cultura ebraica. Il legame sorgerebbe non sulle basi delle origini della Shelley, inglese purosangue, ma sugli umori dell'epoca che tanto influenzarono la scrittura di Mary. Costei visse a cavallo tra l'euforia illuminista e l'affermazione della spiritualità romantica. L'Illuminismo aprì a considerazioni profonde sulla crisi dell'intelligenza emotiva e sulla deriva fanatica di un nuovo credo riposto nella ragione. La scienza spinta all'ennesima potenza senza alcun contraltare riposto nella sensibilità emotiva produce esseri senz'anima che potrebbero prendere il sopravvento sui loro creatori. Esiste l'uomo di scienza Frankenstein ed esiste il suo prodotto, il mostro che sul finire mostra pallide sbavature di umanità a seguito della morte del suo creatore scienziato. Una storia che sembra ricalcare il riscatto concesso all'uomo peccatore da Dio che ha infuso nelle sue creature il germe del ripensamento emotivo.
Oltre alla creazione di Adamo ed Eva, nel Vecchio Testamento si incorre in quella dei Golem creature sulle quali l'alito vitale e animico di Dio non si sarebbe mai posato, rimanendo materia senza forma perché la forma è data dallo spirito. Da qui il richiamo consonantico di Golem a Gamma, la lettera che maiuscola ricorda il maglietto della tradizione massonica, strumento esso caro all'antico Egitto e che associato a squadra e compasso descrive la forza costruttiva del GADU nel Cosmo, trasmessa per via sapienziale dai sacerdoti antichi. Nel nome Frankstein riecheggia la desinenza ebraica Stein che noi oggi associamo e forse già allora la Shelley associava a una intelligenza eccessiva, ambigua e pericolosa di una determinata discendenza ebraica a cui si riconduce da un lato il grande scienziato Einstein e dall"altro il traviato affarista Epstein. Quasi il nome di Frankstein traghettasse il seme di un Ebraismo che già ai tempi dell'autrice Shelley figlia di un grande filosofo e politico, preoccupava ed era inviso.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.