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La Camera degli Sposi e l'albero dell'integrità equinoziale. Mantegna nel palazzo Ducale di Mantova
Forse la vita è il sogno che non siamo, è un viaggio in altre vesti di un regista lontano. Forse l'esistenza vera è quella racchiusa nell'anima e delle probabilità che non hanno mai conosciuto primavere né inverni e per questo rimaste eterne.
Il solido prende forma nelle aspettative e si fa realtà cambiando il suo profilo. L'albero d'inverno è il rinsecchimento. È il maschio che grazie all'amore della sua prescelta torna a vestirsi e si rende lei. Nell'albero c'è la radice e la ragione nascosta dell'amore come anelare alle proprie intimità abbracciate da colei che corrisponde. Il completamento è altro. È anelare a ciò che non si è ed è la perfezione raggiunta in questa dimensione di concretezza. Amiamo chi siamo dentro di noi e il bacio ci fa riappropriare di quanto disperso e finalmente ritrovato. L'umore del bacio è linfa che scorre nel letto degli alberi. Se Persefone è la primavera che risorge, l'albero è il suo sposo che diametralmente di lei si ricopre. Rivestirsi di chi amiamo è il senso alto di questa vita che ci fa risorgere dalle basi. Altro dalla Resurrezione pasquale che invece avviene in cielo e benedice la terra di una nuova salvezza. L'albero comunque, rimane simbolo dell'uomo ignudo che aspetta la sua rigenerazione dal basso o dall'alto come nell'albero capovolto che stravolge il linguaggio comune, iniziandoci a quello runico, divino.
L'albero è l'androgino che rinasce simbolo di unione. L'albero con dietro o di fianco il sole diviene l'uomo alla finestra dell'oltre a cui è iniziato dalla donna. L'albero è l'alba seguita dal mondo e non è un caso che sia di sostantivo maschile. Sole e luna diventano il sogno che si compie e la realizzazione profonda di chi viene raggiunto da una prospettiva comune. Qual è dunque l'aspettativa dell'albero se non quella di perpetuarsi oltre il tempo trascendendo la materia stessa e divenendo cibo simbolico che nutre Dio nell'animo umano?
La camera nuziale è la trasposizione dell'albero e della sua Primavera nell'eternità. Il bacio è l'Equinozio contraddistinto dall'incontro in equilibrio dei due sposi. Il bacio è notte e alba che si toccano fino a rifluire come liquido l'uno nell'altro. Dio benedica questa armonia di cuori limpidi e l'occhio solare della Camera degli Sposi di palazzo Ducale è convergenza di Dio negli animi dei due fusi nella sua inviolabile eternità.
Ciò che guarda all'animo si affaccia verso l'interno. Gli angeli non sono distratti da Dio ma hanno semplicemente cambiato prospettiva di contemplazione. Dio riposa nel fluido di sacra unione dei due sposi ritornati alla loro immagine archetipica di due nell'Uno. Le nuvole che splendono nell'oblò del soffitto sono la corona di quanto compiuto dai due sposi in terra. Non sono nuvole di morte e Kaos come nella rappresentazione dei Giganti. Sono la leggerezza della sposa che durante le nozze ridisegna con lo strascico dell'abito il selciato della terra, rendendolo dolce al tatto. È il cammino nuovo dell'uomo al suo fianco, che spumoso renderà ogni suo passo. Agevole e aggraziato. La sposa è la terra che il mare bacia e che in risposta allevia ogni sua fatica nella spuma bianca a riva. Non lotta, solo amore e l'amore è pace e armonia di chi si specchia nei propri occhi e vi coglie l'altro in un disegno di somma unione.
Il Mantegna nella sublime opera della Camera degli Sposi ha reinterpretato con magistrale talento quanto era nel pensiero gnostico, resuscitando dall'oblio della magnificenza artistica che ha coperto secoli di silenzio, la coppia della sacra diade interpretata da Gesù e dalla Maddalena. Si avverte non la forma dei corpi ma il loro profumo come sentore che pervade e accompagna nel tempo.
Gesù e la Maddalena non sono in chiunque. Che si tratti di mito o leggenda o di somma verità, il loro cammino si rende vero nella coppia che in essi si trasporta, desiderando il compimento dell'eternità attraverso le viscere del cuore.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.