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Dai principi verso l'oltre. Il Barocco di Francesco Borromini
Il Barocco è il secolo delle contraddizioni e delle sovrapposizioni che fanno smarrire il senso della naturalità.
Pensiamo ai bei giardini che a seguito del nuovo impianto conferito dal Rinascimento alla città quale luogo della realizzazione dell'uomo nelle sue svariate prospettive, nel Seicento vedono la Natura soccombere alla forma attribuitale dall'uomo. Le siepi potate, gli alberi resi vere sculture ad opera di artisti giardinieri ci immettono in un mondo che prima ancora di essere elaborato e riadattato alle esigenze dell'uomo, è ispirato da visioni sognanti. Il sogno apre alle ancora inesplorate esperienze umane. Suggerisce una straordinarietà che ancora non è stata messa alla prova e che spetta all'uomo lasciare in dono al futuro. L'uomo è divino, pronuncia Giordano Bruno trasferendo nell'uomo quanto è proprio della concezione eliocentrica. All'uomo la responsabilità di trasferire nella nobiltà delle azioni la sua luce interiore. Alle religioni quindi il compito di educare a una sana moralità che come suggerisce la parola stessa, è legata ai costumi che seguono le culture nelle loro evoluzioni epocali.
"La cena delle ceneri" è il primo dei dialoghi di Giordano Bruno e in esso emergono le riflessioni a seguito del suo periodo di permanenza a Londra. È un testo che risente delle influenze reinterpretate dal pensiero del filosofo mago relative all'Età Elisabettiana di espansione e di meditazione sui principi ancestrali della civiltà anglosassone.
Nel Seicento il sogno che è l'elemento trainante della filosofia ermetica si trasferisce sul piano del reale attraverso la visione a cui l'artista si educa grazie all'intervento architettonico della prospettiva. La visione è il sogno che si rende plastico e guarda al futuro ed è quanto ammiriamo nelle opere dell'architetto scultore Francesco Borromini.
Di animo inquieto e proiettato verso il mistero che pervade il mondo e le sue origini, Borromini trasferisce la sua vocazione all'Esoterismo attraverso le curve che più che altro aprono a una visione di cerchio non risolto e quindi slancia verso il futuro delle possibilità umane. Partendo da questi presupposti egli si sbilancia oltre, riformando la struttura del tempio classico. È un uomo libero il Borromini, sganciato da ogni pensiero precostituito e per tanto osteggiato dalla Chiesa papale. Questo in un tempo in cui il libero arbitrio argomento su cui riflette lo stesso Bruno, porta le menti evolute a liberarsi dai costrutti della Chiesa. Il Borromini slancia il suo pensiero e la sua personalissima visione di spirito e realtà attraverso l'uso della pietra e stucchi che vengono piegate alle sue esigenze. Prima dell'estetica c'è l'anima e l'esigenza espressiva dell'artista che ama prendere il volo dalle sue fondamenta. Su quanto dall'uomo già sperimentato in passato e convertito in legge lui va ad operare col suo estro di genio libero, dando al tempio classico una spinta di apertura e non di conclusione attraverso la duplice esecuzione dello stesso, come la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane dimostra. Gli stucchi, la lavorazione della facciata sbilanciano l'artista verso una fuga dal cammino prestabilito, senza deviare totalmente dai principi di ordine che l'estetica richiede. Ne risulta un Barocco esaltante che sazia ma non stanca, aprendo il territorio della psiche verso altre emozionanti conquiste.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.