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A Lago, proiettarsi nel futuro attraverso il turismo delle radici
Siamo soliti pensare che chi sia partito a suo tempo per trovare lavoro altrove, abbia smarrito parti di sé. Ricominciare in una nuova terra in molti sortisce l'effetto di una rinascita.
Questo è vero, ma è altresì vero che rinascere non significa spezzare il filo con le proprie origini, bensi rilanciarsi attraverso di esse orientando le vele del proprio destino. Il trauma di chi ha dovuto da emigrato ricominciare in terra straniera spesso è stato ammortizzato dai racconti che si è portato dentro. Racconti della casa paterna, un bagaglio di storie vissute e tramandate di voce in voce. Risentire e riprovare a raccontare quanto ascoltato nella vecchia vita ha consolidato i legami di appartenenza e aiutato le nuove generazioni in terra straniera a sentirsi parte del suolo a suo tempo lasciato dai propri avi. C'è chi dalla terra adottiva non è più tornato e chi invece ha ritrovato quanto a suo tempo abbandonato attraverso lo sguardo di quei discendenti nella terra di partenza arrivati perché incuriositi dalle storie e dalle tradizioni delle radici. Tramandare è anche ritrovare quanto si è stati costretti a lasciare se non con i propri occhi attraverso le fronde nuove dello stesso ceppo comune. Un principio questo che sta maturando oggigiorno nella terra di Calabria in cui forte è stato il fenomeno dell'emigrazione, nuove ragioni di una fierezza rurale spesso compromessa dalle esigenze di un capitalismo industriale sempre più pervasivo.
Il turismo delle radici non nasce come si potrebbe pensare dalla mera necessità di salvaguardare dall'estinzione il patrimonio antico. Nasce da esigenze prima che culturali affettive. Si sviluppa con strategie intelligenti atte a salvaguardare i fili animici che al di là di ogni separazione portano le nuove discendenze a considerare casa le radici che dimorano altrove, spingendole a rintracciare vecchie rotte e camminamenti, parte viva della propria storia.
Lago, tra monti e mare nell'entroterra tirrenico cosentino è tra quei paesi che più degli altri in Calabria si è posto la necessità di dare risposte concrete anche in termini di accoglienza alle discendenze di quegli emigrati sparsi in tutto il pianeta. A tal fine l'impegno di Giuseppe Cino e della sua associazione Laghitani nel mondo che il 12 sera ha festeggiato nel teatro comunale di Lago il suo decimo compleanno di presenza sul territorio. Un'associazione che si prefigge come obiettivo quello di aiutare i discendenti degli emigrati a rintracciare persone e storie di un passato a volte anche favoleggiato dai racconti di quelli a loro tempo partiti. L'associazione Laghitani nel mondo è un faro di richiamo per chi desidera ritrovare e ritrovarsi per non scomparire nella furia di una modernità che destabilizza e offusca i legami forti e identitari.
La serata ha visto presenti istituzioni e sindaci delle località del comprensorio, ma anche giovani intraprendenti come Daniele Verte che ha fatto del turismo delle radici una professione che rende in termini di ritorno non solo di soddisfazione umana ma anche economico. Presente al tavolo il consigliere regionale Orlandino Greco che ha trattato un aspetto interessante del richiamo alle radici. Quello della diversa visione del tempo che nei paesi calabri ancora scorre all' insegna della lentezza consentendo ai discendenti di ristabilire l'antico legame uomo territorio e di poterlo vivere nel presente.
Lago, Giuseppe Cino con Orlandino Greco
A Lago, proiettarsi nel futuro attraverso il turismo delle radici
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.