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Aiello Calabro, il riscatto dalle tenebre attraverso la luce
La Madonna delle Grazie nella festa a Lei intitolata celebra il trionfo della Luce sulle tenebre. È questa festa pertanto legata alla porta solstiziale di Giugno e agli antichi riti di Giunone, dea della famiglia e prima ancora della fertilità.
Nei luoghi interni della Calabria che guardano verso le coste di ponente la festa è particolarmente avvertita. Le giornate al culmine della lunghezza delle ore diurne sul piano religioso e prima ancora ancestrale sono interpretate come l'ancora concessa da Dio all'uomo per la salvazione dalle tenebre eterne. Una visione che si spiega nei riti seguiti e praticati da secoli in ogni località lungo tutta la regione e in ciascun luogo con le proprie debite differenze.
Ad Aiello Calabro che affaccia sul versante tirrenico cosentino si è conservato nel tempo il legame tra Maria Santissima e il dono elargitole da Dio di porsi come tramite tra il mondo umano e la dimensione eterna. La processione della Madonna delle Grazie che avviene per tradizione la sera del 1 luglio esprime quanto detto. La statua stabilmente collocata nella chiesa del Convento attigua al cimitero, la sera del 1 luglio all'ultimo soffio del tramonto viene portata su un carro adornato di fiori lungo il percorso che dalla chiesa del Convento conduce alla chiesa Madre. Il percorso è (come anche i giardini e i davanzali delle case private) adornato di lanterne e lumini accesi che esprimono il trionfo della luce sulle tenebre. Maria delle Grazie ci invita a riflettere sul legame tra la purezza che la contraddistingue in quanto Immacolata Concezione e la luce. Lei è la salvatrice delle anime dalla dannazione eterna. È Maria del Soccorso e Maria Ausiliatrice, rendendosi nella sua fonte inesauribile di misericordia supremo riferimento per il peccatore animato di fede che vuole sporgersi oltre il baratro del buio.
La geografia tortuosa del territorio con i profili dei monti ingentiliti da maestosi boschi spinge alla visione della luce che sovrasta ogni cosa. Una festa sacra prima che santa e che stimola il legame tra Maria Santissima e il limbo del Purgatorio. Un legame che ci trasferisce al lontano Medioevo e all'immaginario dantesco che sembra riecheggiare nel riferimento al nome della contrada Valle Oscura all'ingresso del paese. Il Medioevo ma anche il Seicento ammonitore e tenebroso a cui i mascheroni dello sculture Pietro Barbalonga della scuola di Rogliano sembrano ricondurci. Le sculture del grande maestro sono difatti incastonate nella facciata principale della Chiesa del Convento ma mirabili esempi della sua genialità si ritrovano in tutto il paese. Così come ricorrente e rinforzato a tratti è lo slancio pregno di implorante speranza delle anime del Purgatorio che bussano alla luce celeste, quella stessa luce che tremola splende dai lumini adagiati sui davanzali delle finestre la sera del 1 luglio.
Tutto il paese armonicamente nella sua tessitura di tradizioni e sculture esprime ode e richiesta di riscatto dell'uomo attraverso la luce alla misericordia divina. Una sensibilità corale pervade questo borgo non a caso tra i più belli d'Italia, che dalle viscere di un arcano passato così come dai remoti anfratti delle valli risale e commuove e incanta i visitatori.
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Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.