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Credere è un'azione assolutamente personale. Per quanto Credere risulti associato alla fermezza di pensiero e quindi al verbo Sostenere, ci riporta alla dimensione dell'essere collegato al soggetto.
È quindi in rapporto al soggetto, correlato al verbo immaginare. Se da un lato questo collegamento toglie oggettività all'azione di credere in quanto riferita al soggetto, dall'altro ravviva l'aspetto emozionale che è contenuto nel verbo. Riteniamo e dunque crediamo. Supponiamo e dunque immaginiamo. Nell'ambito della scienza e della fede per quanto queste due nella forma asettica della ragione siano contrapposte, il verbo credere assume valenza di solida oggettività. Entrambi gli ambiti sono infatti assiomatici.
Il credo è alla base della fede e porta il religioso a considerare l'intangibile e l'invisibile la vera sostanza imperitura. Chi ha fede crede nello spirito unica vera sorgente di vita. Nella scienza quanto è invisibile, intangibile risulta essere vero perché sostenuto da una legge assiomatica e inconfutabile.
Spostare l'attenzione delle religioni dalle divinità allo Spirito Creatore significa orientarsi sul senso della vita e della ragione dell'esistenza, riponendo nell'oltre la dimensione del tangibile. Proprio su questo punto insistono le religioni germano celtiche. Per quanto appaiano incentrate su una costruzione politeista, in realtà fanno riferimento all'essenza dello spirito alla base di ogni forma di vita, richiamando nella loro caratterizzazione per molti tratti l'Induismo col quale condividono la configurazione di triade in rapporto alle principali divinità.
La vita oltre la morte è uno dei punti chiave delle religioni pagane d'oltralpe. Ormai anche la scienza moderna è portata a dichiarare l'esistenza di più dimensioni collocate nel tempo presente, mettendo in dubbio l'idea del passato legato al concetto di morte. I morti non sono vivi estinti ma vivi trasferitisi in altra dimensione e proprio sulla compresenza in forma diversa di vivi e morti si concentra la festa di Helloween. Per quanto il nome Helloween significhi Festa di Tutti i Santi, in realtà, la parola smontata ci dice altro. Secondo la traduzione dei nostri tempi significherebbe "Credo nell'inferno" e questo giustificherebbe i costumi concentrati sull'orrore che si vedono sfilare il 31 ottobre per le vie dell'Occidente. Secondo l'arcaica definizione, Helloween sarebbe l'equivalente di "Benvenuta immaginazione", col verbo arcaico Ween che metterebbe in relazione il Credere con l'Immaginare, mescolando credenze ancestrali con la fede religiosa. Infatti, in occasione di questa festa che ha radici tutt'altro che americane ma celtiche, e fa riferimento all'antico capodanno coincidente con la festa di Samain, l'immaginazione aprirebbe le porte all'incontro con quanto esiste oltre la morte e al ritorno dei morti tra i vivi.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.