I riti dell'ebbrezza e la coscienza della morte
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I riti dell'ebbrezza e la coscienza della morte

Amore e Psiche
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I riti dell'ebbrezza e la coscienza della morte
I riti dell'ebbrezza e la coscienza della morte

 

I defunti fanno parte del nostro presente. Sono tra noi in uno spazio che non cogliamo e a volte riescono a inviarci segni della loro presenza. Per quanto noi riferiamo i morti a una dimensione di individualità, le tradizioni sembrano suggerirci il contrario.

Come per noi vivi esiste un percorso privato e individuale che affianca uno invece di comunione, così anche per loro. La dimensione che unisce questi due ambiti, individuale e comunitario è quella del rito. Quanto più una tradizione considera la presenza e la vicinanza dei defunti al mondo dei vivi, tanto più il rito sospinge quella comunità sulla linea della propria evoluzione. I morti insegnano ai vivi, e secondo un processo individuale e secondo uno collettivo. Quanto noi definiamo coscienza collettiva prende spunto dallo scambio dei morti con i vivi attraverso varie modalità a partire dai sogni, determinando così la credenza di una vita oltre la morte e al contempo, rafforzando l'opinione positiva della vita su questa terra.

Riteniamo che la coscienza del rito si affermi con la sua marcata identità attraverso la produzione del vino e quindi con gli Enotri. I grappoli d'uva composti di acini e  in ogni acino la presenza dei due semi, da un lato suggerisce la forte commistione tra individuo e comunità, tra particolare e universalità in una visione di reciproca armonia, dall'altro suggerisce sulla base della forza maturata nel singolo a partire dal discorso di identità riconosciuta a livello di gruppo, la capacità di andare oltre e di scavalcare il mondo ordinario. Così come di riuscire a interagire con chi non è più tra noi.

Halloween è proprio questo. Il verbo Ween col significato di Credere, Immaginare trae spunto dalla cultura del vino a cui nel suono  rimanda e dell'ebbrezza da questo scaturita, capace di condurre a stati di alterazione collettiva. Dioniso dio dell'euforia, attraverso  la sua teofania porta l'uomo a trascendere la dimensione umana, a saltare tutti i passaggi previsti durante il viaggio da qui nell'aldilà e a riconoscersi nella sostanza divina.

Per quanto a giusta ragione la festa di Halloween venga da molti respinta aspramente, un merito sento di poterle riconoscere. Quello di aiutare i giovani e i giovanissimi a esorcizzare la paura della morte, questo nella società odierna che insiste nel mettere al bando morte e vecchiaia. Esorcizzare significa non raggirare, ma innanzitutto guardare in faccia quanto non ci piace e temiamo. Un approccio di spirito che porta a considerare la vita non come un capitolo felice che d'un tratto s'interrompe, ma come un percorso infinito il cui mistero non deve assolutamente impensierirci ma aiutarci a superare paure e angoscie.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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