Le tre, la strana ora che un'ora non e'
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Le tre, la strana ora che un'ora non e'

Amore e Psiche
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Le tre, la strana ora che un'ora non e'
Le tre, la strana ora che un'ora non e'



Le ore del giorno non sono tutte  ore. Giri di sessanta minuti che tutti insieme compongono la collana dell'intera giornata. Noi pensiamo di essere immersi sempre e costantemente nell'oceano del tempo in ogni momento della giornata.

Quando dormiamo, sogniamo, siamo assorti in qualcosa e ci sembra di sfuggire o ingannare il tempo. Ci sono ore che non sono ore. La stessa ora,  le tre del pomeriggio è nella sua speculare notturna, le tre di notte o di mattina per alcuni. Già il fatto di non riuscire a catalogarla la fa essere un'ora fuori dal tempo. Quasi tutti alle tre di notte dormono. Altri invece sono occupati nel loro lavoro notturno. Per abitudine, per convenzione attribuiamo quell'ora, le tre a un'ora dell'arco della giornata. Chi si è accorto della  particolarità delle tre del pomeriggio è Sartre che nella semplicità a riguardo della sua considerazione (è un'ora in cui è troppo presto o troppo tardi per fare qualsiasi cosa) ci pone in relazione a una dimensione diversa a cui seriamente non prestiamo retta.

Le tre del pomeriggio è l'ora dell'uscita. È il momento della non appartenenza. Gesù morì all'ora nona corrispondente alle nostre tre del pomeriggio. Quando moriamo non siamo più qui e non siamo ancora lì. È l'ora quella delle tre, paragonabile alla condizione di chi nuota nel mare ma sente di non  appartenergli perché  un tutt'uno  con la dimensione terrena. Gesù muore da uomo alle tre e ancora la resurrezione che avverrà in un orario imprecisato di due giorni dopo, è lontana dall"avverarsi. Verrà trovata rotolata la pietra del sepolcro dalle tre Marie alle luci dell'alba di Pasqua, insieme ai teli ripiegati su di un lato all'interno del sepolcro. Non si sa quando Gesù sarebbe risorto. Prima dell'alba, nella notte fonda, per alcuni forse proprio alle tre.
Alle quattro di mattina e possiamo dire le quattro del mattino, se si sta dormendo spesso ci si sveglia. Pensieri? Dubbi ? La cattiva digestione? No, spesso non c'è una risposta che non sia quella legata ai processi interni dell'organismo e metabolici. Alle quattro del mattino molti sostengono che la nostra psiche entri in contatto con energie esterne che la stimolano a vedere oltre. Alle tre di notte dunque  viviamo la condizione del naufrago, dell'anfibio che si protende verso nuovi e ignari approdi. È a quell'ora la condizione della psiche farfalla che abbandona i suoi stadi precedenti per protendersi verso nuove aperture.

Alle tre del pomeriggio anche chi lavora si sente richiamato da qualcosa. Per chi riposa si spalancano oltre la porta dell'oblio sprazzi di un vissuto mai raccontato a sé stessi.  Si spianano in noi isole di luce, come pezze distese sui luoghi che comprendono persone e sorrisi di chi eravamo e che abbiamo lasciato troppo indietro. Siamo felici e ci sentiamo lacerare il cuore. Ecco, una condizione di morte e potente che non può appartenere alla convenzione comune del tempo. A quell'ora, in quella situazione ci risentiamo parte di quanto costretti a lasciare. Il tutto avviene in una specie di rilancio dell'anima sul tempo che scorre fuori di noi ma che in noi resta sospeso. Moriamo in quei ricordi e in quegli aneliti di nostalgia e poi, come passano le tre risorgiamo da eroi sgusciati dal nuovo di esperienze appena ritrovate e di cui ci siamo spogliati come ha fatto Gesù di notte, al confine con l'alba, allorquando ha deposto i teli della sofferenza, innalzandosi da essa per intraprendere il suo viaggio di ritorno alla sua divina e santa natura.

A tutti è concesso durante l'arco del giorno di trionfare oltre il tempo sgusciando dalle sue trame. Di ritrovarsi in spazi che sono esperienze che non ci appartengono più o di essere in luoghi che non sappiamo e che ancora devono prendere forma. Andranno a collocarsi, loro sanno quando, al di fuori della nostra anima per diventare terreno condiviso da noi e da altri che aspettano con noi di prendere forma nel nostro mondo.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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