L'eroe e l'antieroe dal Mito a Leopardi
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L'eroe e l'antieroe dal Mito a Leopardi

Amore e Psiche
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L'eroe e l'antieroe dal Mito a Leopardi
L'eroe e l'antieroe dal Mito a Leopardi

 

L'eroe è l'eccesso rispetto all'ordinarietà. Quando parliamo di eroe ci riferiamo sempre a un modello positivo da emulare.

Di contro abbiamo gli antieroi che, come c'insegnano da bambini, intralciano le azioni degli eroi. L'eroe e l'antieroe sono entrambi designati da qualità straordinarie nel bene e nel male ed è il valore etico che le connota a conferire loro il carattere distintivo di eroe o di antieroe.

Eroe è un termine polisemantico che in più attinge a diversi bacini di derivazione. Lo ritroviamo collegato ad Eros, Ira, persino ad Errore e ad Errare. La figura dell'eroe errante la ritroviamo in diversi miti e non ultimo nei poemi epici cavallereschi di origine bretone. A dire il vero ogni mito dovrebbe contenere tutti questi riferimenti e le variazioni tra un mito e l'altro dovrebbero essere forgiate dalla trama.

Nell'Iliade è proverbiale l'ira di Achille che è un semidio, figlio di Peleo e della ninfa Teti. Come spesso accade nei miti, il carattere divino dei protagonisti non toglie valore al loro spirito eroico, ma anzi lo esalta. Di contro al proprio destino rappresentato spesso dalla furia del mare o da un naufragio, l'eroe mostra una determinazione che supera la propria fallibilità, portandolo a riappropriarsi della sua identità rappresentata dal tema del ritorno.

L'ira di Achille è proverbiale. L'ira può essere espressione o della cecità causata dalla luce o al contrario del buio. È la dimensione della fallibilità dell'eroe che, per quanto circoscritta a un luogo fisico o spirituale, lo fa rientrare nell'alveo della comune umanità.

Non c'è eroe che non sbagli e questo è un dato indispensabile al valore pedagogico del Mito stesso.

Il carattere pedagogico o didattico del Mito diventa un punto di riferimento importante della cultura neoclassica e soprattutto romantica. Ciò non va a confliggere con il respiro puro di libertà che riecheggia nei componimenti dell'epoca. Lo spirito è espressione dell'anelito di libertà che si configura nella Natura sulla quale va ad operare l'artista o il poeta. Ciò che è finito secondo la razionalità dell'uomo mostra il suo aspetto infinito che riferito all'eroe slitta sulla dimensione metaempirica che ci riporta ai Campi Elisi. Il Mito è lo spunto e la torcia del poeta errante che per primo incarna il modello dell'eroe. Storia e metastoria si profondono, a volte di confondono, azionando le capacità creative dell'uomo che invadono il campo dell'infinito.

In Leopardi e nella sua poetica si ravvisa il limite allo spirito eroico, un limite che non è dialettico ma fisico, oltre il quale si stende lo sconfinato mondo della serenità per lui impossibile. L'antieroe è la siepe che circoscrive la conoscenza razionale illuministica del poeta con la quale lui lotta, affinché lo spirito realizzi la sua eternità per tramite della libertà. Alla serenità del suo spazio circoscritto nel quale egli si muove esercitando la sua azione poetica, fa da contrappunto il richiamo ad andare oltre, ad essere oltre quel granello sperduto tra le maree dell'infinito a cui lui anela e che al contempo respinge.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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