Dall'idea all'ideale. La concezione storica e metastorica dell'Eroe
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Dall'idea all'ideale. La concezione storica e metastorica dell'Eroe

Amore e Psiche
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Gabriele d'Annunzio
Gabriele d'Annunzio

 

Lo studio della Filologia che si approfondisce nel Neoclassicismo porta a una ridisegnazione in termini anche qualificativi oltreché storici, del passato.

Si scopre che per passato non si intende un'epoca risoltasi in un tempo definito ma che, privata dei suoi tratti contingenti, ritorna di volta in volta attuale. È così che il passaggio dal Settecento all'Ottocento riconsidera il Mito come una materia elevata rispetto alla Storia, inquadrando in tale prospettiva non solo il pensiero di Vico ma anche quanto considerato sull'Empirismo dai filosofi inglesi e tedeschi, tra i primi Kant.

Alla rilettura esegetica dei documenti storici, analizzati con maggiore scientismo rispetto a quanto fatto dalla Filologia durante l'Umanesimo, contribuiscono senz'altro poeti e scrittori tra cui Pindemonte e Foscolo. Il carattere criptico conferito ai poemi neoclassici e alla poetica in genere di quel tempo, vede la sepoltura di quel fervido sentimento di sostegno dai toni propagandistici rivolti alla ragione che ha caratterizzato l'Illuminismo. La morte è di contraltare alla verità suprema che s'innalza sulla storia e che coincide al di là del credo soggettivo nell'anelito unanime di Eternità. Se c'è il pensiero in cui viene tradotta l'idea platonica unendo l'ontologia alla metafisica, sussiste il contenuto. Altro è invece l'ideale che è l'idea trascesa a sposare l'uomo oltre se stesso e le proprie aspettative. Si può non avere fede nella vittoria ma il tessuto dell'ideale lascia un suo seguito in chi resta, e va oltre la morte del singolo. Qui il passaggio storico individuale e il sentimento di eternità trovano il loro punto d'incontro conferendo all'immagine del ciclo storico d'impostazione vichiana un'ulteriore iniezione di vita che si approfondisce nel presente, creando una convergenza di profusioni.

È su questo principi che va organizzandosi il profilo del poeta vate attingendo dal passato e proiettandosi verso il futuro. Quando ci riferiamo al Futurismo non possiamo precludere quanto ora detto. Il Futurismo è il movimento che forse per la maggiore ha inseguito il concetto di Ideale adempiendolo nel presente storico e fondendolo all'interventismo patriottico. Nella corrente futurista di fatto l'azione rincontra attraverso le aspirazioni dell'eroe non fine a se stesse ma attraverso il sacrificio per la propria identità e comunità, il concetto di eternità che poggia in Dio. Dio scende al fianco dell'uomo che lotta non per sé stesso ma per gli ideali nati prima di lui e in ciò si ravvisa il ritorno in auge delle aspirazioni di Wagner nell'Ottocento.

Possiamo ricavare il valore dell'ideale riconducendoci alla scomposizione dell'etimo che compare così formato dalla congiunzione di "idea" e della radice "el" di "elevato". L'ideale è quindi l'idea che trascende se stessa e sposa l'eternità di Dio. È l'idea in senso platonico che si confronta con la storia per assumere connotati metastorici che dirigano l'uomo verso le frontiere delle prospettive umane, superate le quali si stagliano i campi dell'eternità.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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