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Il cratere e il racconto della terra. Alle sorgenti del Mito
Lac Pavin significa "Lago di pane e vino". La forma perfettamente rotonda del cratere vulcanico ricoperto di acqua rende l'idea del pane che riconducendoci al greco "Pas pasa pan: tutto" riievoca il cerchio e la sfera.
L'associazione del suddetto lago al vino è dettata dall'illusione melmosa e dai riflessi rossastri determinati dall'alta concentrazione nell'acqua di metalli ferrosi e minerali. Il colore rosso del vino e del sangue nel lago che, pur non essendo profondissimo non è stato mai sondato a sufficienza, riconducono alla vicina fontana delle Anime responsabile della nascita di diversi miti e credenze sulla reincarnazione. L'Alvernia è il cuore della Francia e pullula di riferimenti al regno degli inferi, relativi proprio alla presenza di vulcani spenti. Il cratere del Pavin sembra collegarsi alla vicina Provenza per i riferimenti al vino rosso e al sangue di Cristo, rimescolandoli alle preesistenti tradizioni che vedono la cultura patriarcale incrociarsi con quella matriarcale in Provenza in rapporto alla figura della Maddalena.
Il vulcano è il luogo della creatività. Connette le energie del sottosuolo con quelle del cielo. Intorno ai vulcani sono fioriti civiltà e miti e anche quando spenti, sono fucine d'incontro delle anime più sensibili con l'energia della Terra. La radice di Tellus ci riporta proprio all'arte del raccontare, traendo ispirazione dalla concezione della superficie come luogo di assenza su cui imprimere i contenuti stimolati dal sottosuolo. "To tell" il verbo inglese "raccontare" pone in relazione la circolarità dei racconti primitivi trasfusi in Mitologia con la forma della terra e il suo sottosuolo che eruttato dal camino dei vulcani, traccia il percorso della vita e della storia della superficie terrestre. Il vulcano espelle e nutre come fosse la mammella di una madre in allattamento. Il culto della Madonna del Latte lo troviamo diffuso prevalentemente nei luoghi impervi e collegato alla dimensione notturna delle grotte, prime dimore dell'uomo primitivo.
Il deserto e il vulcano seppur agli antipodi, risentono il primo del fattore di adattamento dell'uomo all'ambiente, tradottosi in un rapporto industrioso intessuto dall'uomo con suoli aridi e impraticabili. Il secondo invece ci pone in relazione alla scoperta dei metalli che hanno rivoluzionato la storia dell'uomo e introdotto agli studi alchemici. I vulcani ancora oggi pullulano di credenze che vedono i luoghi interessati da essi infestati di streghe e anime infernali che sperimentano, partendo dal suolo ricco di metalli e minerali, nuovi influssi energetici. Sono luoghi interdetti dalla tradizione popolare e considerati al di fuori del governo di Dio e Cristo. Eppure, tanto dobbiamo ai vulcani che espletano la loro azione benefica in epoche lunghe definite ere geologiche. Ciò insegna all'uomo l'importanza dell'apprendimento diretto da maestro ad apprendista in ambito artigiano, nonché il rispetto verso la terra concepita come materia vivente e capace di rinnovarsi e autodefinirsi. Anche per questo rappresentata dalla forma di cerchio o sfera.
La sfera c'immette nel giardino della conoscenza attraverso una relazione di energia che si diparte dal centro, quale fulcro della narrazione e dell'apprendimento per poi dare forma e definizione al tutto che si lascia appartenere nonostante le posizioni periferiche, seguendone l'influsso. Il discepolo per definizione riconduce a "disco" per i riferimenti all'armonia che si traduce in moderazione e spirito di pace, ma anche perché l'influsso energetico che si diparte dal centro e che definiamo raggio, lo inclina al senso di ordine impartito dal Maestro e rispettato in periferia da ogni parte dell'insieme. Essere sfera significa essere parte di una comunità legata da tradizioni e culture che ne orientano corso e luce.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.