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Se c'è un esempio nella letteratura mondiale che mette d'accordo cuore e ragione, questo è sublimamente rappresentato dalla Lucia manzoniana.
Se nella narrativa europea ottocentesca e non solo, viene palesemente orchestrato il dissidio nei personaggi tra ragione e sentimento, Lucia Mondella rappresenta l'eccezione. In lei, nella sua semplicità, si coniugano il lume della ragione e l'intelligenza infusa da Dio e rinvigorita dalla fede andando a far coincidere il sentimento autentico di amore anche protettivo e verso Renzo, con una visione analitica della realtà. Lucia è la misura oculata che incontra la Storia in un tempo che richiedeva parsimonia e lucidità e ponderatezza prima di muovere ogni azione di rivolta. Ecco, Lucia impersona la lucidità che incontra la bellezza a viso aperto a cui corrisponde l'immagine di apertura dell'intero romanzo che inclina a seguire la luce divina sostenuta dalla ragione che si riflette nella bellezza.
"Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno." Volgere lo sguardo è un invito a seguire la luce che nonostante gli accadimenti bui è il tema focale di tutto il romanzo.
Lucia Mondella è una ragazza qualunque, eppure diversa al punto da piegare gli animi più violenti e servitori del male. Ha una sua bellezza primitiva in una Milano che già incontra la superficialità che si riflette nei facili costumi. È l'opposto della Violetta di Verdi. Lei non si lascia sedurre dal baluginio superficiale che fa precipitare la donna in comportamenti degradanti. Lei segue senza tentennamenti i suoi principi. Ha il sole che le brilla dentro o comunque, la fiaccola luminosa che non la fa mai disorientare. È la bellezza romantica opposta a quella vanesia. È la donna che incanta per il mistero profondo che porta dentro e che nel suo caso, conduce alla fede. È desiderata da uomini di alto ceto ma barbari e randagi nell'anima perché in lei trovano la compensazione al male che li tortura. È la luce che dopo lunghi giorni o anni di tenebra rischiara, porgendo la dolcezza di una nuova alba che invita a seguirla chi è disposto a rinunciare non a sé stesso ma ai suoi tratti sbagliati, prede del male.
Questo è il taglio qualitativo del Manzoni conferito ai suoi personaggi. Non esiste tra i protagonisti il personaggio veramente negativo, al di la di Don Rodrigo necessario alla trama e al massaggio veicolato, e dei bravi, questi in secondo piano. I principali suscitano o sentimenti di compassione iniziando da Don Abbondio, tutto sommato buffo nel suo insieme, oppure di forte riscatto. Intrapresa la via di guarigione, i personaggi lasciano emergere i tratti veri della loro personalità.
Lucia è la Mondella, ossia la Donzella allettante che incontra nel cognome il duro lavoro della mondina, lavoro tipico delle popolane di quella regione geografica. Mondina significa colei che pulisce e in Lucia splende questo ruolo carismatico di riuscire a convertire il cuore di prepotenti e malvagi.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.