Il compiuto e il mistero oltre
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Il compiuto e il mistero oltre

Amore e Psiche
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Il compiuto e il mistero oltre
Il compiuto e il mistero oltre

 

Il termine "piece" lo si trova anche in teatro. Si definisce così uno spezzone estrapolato da un racconto spesso monologo.

Proprio il Teatro ci fa comprendere meglio cosa intendiamo per "piece", ossia un estratto compiuto, estrapolato da un insieme. È della nostra mentalità considerare compiuto quanto è prolisso ed elaborato, forse perché, nonostante il Cristianesimo che attraverso la figura del Crocifisso dovrebbe richiamare all'essenza che contiene il compiuto, ci lasciamo andare ad elucubrazioni teoretiche dispersive.

Riprendendo le ultime parole di Gesù in croce "Ora tutto è compiuto" entriamo in un tunnel che ci porta a scoprire significati uno dietro l'altro o meglio l'uno nell'altro, che aprono al mistero e ai suoi innumerevoli contenuti. "Tutto è compiuto" ci porta a riconsiderare la morte in altra prospettiva, non come un incidente di percorso ma come una chiamata interiore a cui essa risponde presentandosi. La morte non è estranea alla vita ma è la l'aspetto della vita stessa e l'aspetto di essa che pur non volendo noi considerare, ci accompagna e asseconda secondo la nostra volontà. C'è chi la considera uno strumento divino che entra comunque in scena attraverso la nostra richiesta non razionale ma interiore.

Qui si apre una finestra sul libero arbitrio. La vita inclina ma siamo noi a scegliere e scegliendo mettiamo in comunicazione la presenza di Dio che chiamiamo "destino" e quanto si confà a noi stessi. Che la morte sia una lama scioccante e improvvisa, il cosiddetto fulmine a cielo sereno, compare quando dentro di noi il capitolo di storia infinita legato a questa terra sentiamo essersi concluso. Possiamo dunque ritenere che è presente nella cultura russa più antica a riguardo di un mondo dentro l'altro, seppur in modo più limitato, come principio è presente anche da noi. Il cuore è difficile da cogliere e da attraversare del tutto. Il nucleo del cuore resta protetto e contiene il mistero del nostro presente che contiene a sua volta tutti i tempi. Il Sancta Sanctorum ebraico spinge alla comprensione di questo principio da noi considerato limitatamente e in riferimento al tabernacolo che contiene il corpo di Cristo, riproducendo in altra luce l'immagine del sepolcro.

In Russia le matrioske rappresentano proprio la vita infinita che si ripropone su questa terra attraverso le nascite dello stesso individuo femminile che si ritrova figlia e madre, compiutezza e inizio fino alla più piccola, oltre la quale non è più possibile andare perché si schiude il mistero dell'infinito. Seppur con le debite distanze, le scatole cinesi porgono lo stesso principio.
Il femminile è apertura e chiusura e da noi questo principio lo ritroviamo nell'iconografia della Maternità della Madonna con Bambino. Gesù siede sul ventre di Maria a indicare che è frutto del suo ventre e del suo seno, spalancandoci alla dimensione del ventre che è flusso continuo di vita e di morte. Oltre nel Cattolicesimo non si va, perché la compiutezza come principio e mistero è svelato da Cristo in Croce e si conclude con la sua Resurrezione.
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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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