La casa e l'ape nella cultura anglosassone
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La casa e l'ape nella cultura anglosassone

Amore e Psiche
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La casa e l'ape nella cultura anglosassone
La casa e l'ape nella cultura anglosassone

 

Le apparizioni si hanno quando il cielo incontra la terra. E la casa è il luogo in cui le apparizioni si convertono in visite vere e proprie.

La visita implica la notizia intesa come novità che nella casa trova accoglienza e terreno fertile. La Casa segue alla lettera A o Alfa: origine, ed è rappresentata dalla lettera B o Beta che indica il luogo in cui l'uomo è aderendo a sé stesso. "Casa" ha quattro lettere ed è la trasposizione terrena dell'Eden creato da Dio, ma è anche, riferita al pentagono, il corpo dell'uomo che contiene il Se'.

È interessante alla luce di quanto detto la voce verbale "to be" che in inglese significa Essere. L'essere è associato alla casa in una terra in cui il clima è poco clemente. La casa è il luogo del riposo e del lavoro interiore e alla stessa radice si riconduce Ape in inglese Bee. L'ape è un insetto da sempre oggetto dello studio dell'uomo per la sua struttura sociale organizzata. L'ape si posa di fiore in fiore ma poi ritorna nel suo alveare strutturato a forma esagonale. L'ape è un animale che corrisponde allo spirito anglosassone che tende a trasferire in tutto la sua idea di precisione e perfezione. Le case inglesi hanno la loro impronta stilistica ben precisa e sono costruite secondo una struttura tipica che consenta ad esse di incamerare quanta più luce e quanto più calore attraverso il bovindo. La casa inglese riproduce lo schema della villetta a schiera in cui lo spazio notte è al secondo piano e separato dall'area giorno. È molto significativa questa scansione perché ci introduce al senso di ordine tipicamente anglosassone che si riflette nel separare il lavoro dal riposo. È importante aggiungere l'attenzione e la meticolosa riproduzione secondo lo schema abitativo anglosassone dell'immagine archetipica di casa con il luogo privato che proietta nel piano sottostante il tetto verso il cielo che per i popoli nordici, come ho già in precedenza evidenziato, non è separato dalla Natura ma rientra in essa. Il Principio Creatore è oltre il regno visibile e riconduce col termine Celta al latino "coelo: coprire".

L'infinito verbale con la desinenza "ing" riconduce al greco "ghignomai" e riproduce il significato dell'infinito come trasformazione costante che inserisce l'essere nei processi spontanei che accadono nella Natura verso la quale i popoli nordici e anglosassoni mostrano un'importante attenzione e un reverenziale riguardo.

 

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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