Il Rinascimento tra incredulità e scetticismo
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Il Rinascimento tra incredulità e scetticismo

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I bari, Michelangelo Merisi da Caravaggio
I bari, Michelangelo Merisi da Caravaggio

 

Il tema dell'incredulità di San Tommaso apre nel Rinascimento a scenari importanti. Da un lato rappresenta quella fetta di popolazione scettica nei confronti delle Scienze perché legata e sedotta dall'insieme di superstizioni che si ramifica ancora, persistendo alla nuova mentalità razionale e umanistica.

Dall'altro lo troviamoin relazione a una Chiesa sempre più concentrata sulla preoccupazione di perdere il suo potere a seguito del nuovo clima culturale creatosi a cui risponde facendo leva sulla superstizione da lei accreditata.

Razionalismo e religione mai sono stati nemici come nel Rinascimento e nel Seicento, nonostante lo Stato Pontificio avesse provveduto ad arricchirsi e a impreziosirsi grazie al mecenatismo di allora. Il Caravaggio paradossalmente e inconsapevolmente mette insieme i due aspetti dominanti di quella realtà sociale e culturale. Il suo realismo angosciante riprecipita l'uomo nella condizione di tenebroso assoggettamento a un Dio che, nonostante la vurtuosità di esempi artistici e architettonici, sembra rimanere arroccato in un tragico mutismo. L'umanità appare dimenticata nel suo realismo duro e spietato che vede le classi deboli sempre più sottomesse ai ceti dominanti, i lasciando emergere tra gli aspetti della società di allora una furbizia e una malignità che respingono la buona novella del Cristianesimo. Siamo lontani dalla visione poetica del mondo rurale e di una semplicità bucolica. Le città si riempiono di ambulanti e mercanti arraffoni disposti a vendersi per qualche moneta. La potenza di Caravaggio qui si spiega dando voce al non considerato ma altrettanto spietato al pari di chi conduce la società dall'alto. Il nero e il rosso sottolineano una realtà senza scampo, eviscerata dalla sua potenza pittorica che mostra un Dio sempre più distante e respinto.

Manca nella complessità delle scene da lui dipinte il senso di unione e fratellanza. Dominano gli sguardi torvi e contorti, lontani dall'abbandono alla santità come via di riscatto dalla mondanità. I volti sono smunti perché nascondono e spicca non solo nell'opera "I bari" l'ostilità e il guardarsi con sospetto da tutti.

La forza del Caravaggio è proprio in questo. Nella perfetta riproduzione di una realtà che manca di calore ma che risulta affascinante allo stesso tempo. È capace il Caravaggio di ritrarre quanto non ancora esplorato da altri in precedenza e a lui contemporanei, e di saperlo porgere allo sguardo di tutti.

Manca Dio nelle sue opere estremamente sincere perché nude e crude. Qui è l'impronta umanistica che supera la bravura tecnica e ripropone il quadro di un tempo in cui la sacralità come sincero e spontaneo sentire era superata.

Mancano le aureole alle figure sante da lui riprodotte. Gesù si riconosce dall'armonia tra volto e atteggiamenti nel "La cena di Emmaus". Dalla sua solennità che abbraccia volto e sguardo promanando da lui stesso e venendo incontro all'osservatore con impeto e slancio. C'è soavità in lui che si contrappone alla veemenza scontrosa di chi lo circonda, degli apostoli.

Non è didattica la pittura di Caravaggio, eppure invita i più sensibili a un riscatto dell'umanità che può essere migliore a prescindere dalla fede e dalla religione. Di un'umanita' che aspetta di risorgere da dentro di sé stupendo chi non crede a questa possibilità. Ecco qui presentare nuove aperture e nuove risposte il tema di un San Tommaso incredulo dinanzi alle piaghe di Cristo e che ha bisogno di inserire le proprie dita nelle ferite del costato del Risorto. La fede è certezza che nasce da dentro e qui un ruolo importante lo può svolgere solo la cultura affrancata da ogni assioma preconfezionato e per questo condotta all'interno dell'uomo. L'umanità è altro dalle scienze dotte dell'Umanesimo, ma ancora il mondo non è preparato a comprenderlo, né forse lo sarà mai.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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