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Cripta della Basilica di San Nicola a Bari, colonna miracolosa
La crescita nella sua lenta visione e la maturazione fino al suo superamento di una stagione vengono scandite dalle festività.
È quanto succede in autunno e in particolare tra novembre e dicembre, allorquando le festività dei Santi negli intervalli di all'incirca due settimane l'una dall"altra servono a conferire un ritmo al lavoro dei contadini che in questo periodo dell'anno, prima che giunga il riposo invernale, seguono passo passo gli sviluppi della terra e del raccolto. La sequenza San Martino, Santa Cecilia e Santa Lucia segna l'operosità contadina e prepara alla Venuta del Bambinello. L'Avvento inizia in corrispondenza della festa di Santa Cecilia la patrona della musica, allorquando alla caduta delle foglie si va sostituendo il giubilo della musica dell'Universo che si prepara al grande evento solstiziale.
Perché l'intervallo è proprio di circa due settimane? Questo dipende dal fatto che il mese anticamente era lunare e quindi di ventotto giorni. La cadenza dei quattordici giorni consentiva di avere contezza del lavoro compiuto nei campi. Era la pausa che consentiva alla società agricola di prepararsi al passo successivo e al contempo, di compiacersi del lavoro svolto. La scansione di questo ritmo viene ad essere interrotta i primi di dicembre dalle tre feste San Nicola, Sant'Ambrogio e Santa Lucia. Santa Lucia chiude il ritmo autunnale e lo fa accordandosi alla sacralità magica dei due santi vescovi che annunciano il prodigio della venuta di Cristo. San Nicola ci prepara a questo evento anticipando di due giorni la festa dell'Immacolata. Considerato dalla tradizione il patrono delle Vacandi', in dialetto pugliese le cosiddette zitelle alle quali trova marito, egli va a coniugarsi con la figura della Vergine Maria, ristabilendo l'interrotto legame tra la donna e la fertilità del Cielo. San Nicola è il santo che fa incontrare la fertilità della terra attribuita agli dei arcaici delle vegetazioni con la provvidenza del Cielo. Tale incontro noi lo deduciamo dalla figura stessa del Santo che pur essendo di provenienza mediorientale, attraverso la religiosità ortodossa russa si aggancia alla spiritualità dell'estremo Nord, al contrario di Sant'Ambrogio che invece rimanda alla spiritualità magica d'oltralpe, della tradizione celtica.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.