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La sacra integrità nel percorso della rosa. Il Gotico e la donna
Nel bosco accadono le proiezioni delle nostre paure che si materializzano in mostri e fantasmi. La vera prova è entrare nel bosco, addentrarsi e uscire vivi dalle proprie paure.
Il Gotico questo insegna e a fare luce attraverso le vetrate colorate, nei misteri interiori, affinché dentro le nostre paure che partoriscono mostri ritroviamo Dio.
Convertire il veleno in farmaco è tra gli obiettivi della mistica orientale subentrata in Europa in più periodi grazie agli scambi commerciali e culturali. Badiamo bene al fatto che uno scambio commerciale che si afferma con modalità di crescita economica, quindi in forma condivisa, cela al suo interno altri obiettivi che sono di ricambio culturale. È quanto riscontriamo nelle scuole spiritualiste pagane ma anche intestine al Cristianesimo.
L'iter iniziatico che il gotico contempla è tutt'altro che rasserenante nei suoi presupposti. L'intimo è buio e nell'oscurità è riposta la magia. Da qui anche il valore magico rituale della rosa che è svolgimento e invito alla lettura sacra del Cosmo e della vita da dentro verso l'esterno. È quanto suggerisce la conformazione architettonica del Gotico con i suoi percorsi interni.
La rosa è la donna, l'interno integro dentro le sfoglie. La rosa è un foglio ripiegato verso l'interno con varie vie depistanti che ne orlano i margini. È simbolo di accattivante bellezza che non sta a tutti sbrogliare nel giusto percorso. Qui l'inghippo. Tutti possono sfogliare una rosa, ma a pochi è dato raggiungere il cuore senza ferimenti di sorta. Si muore e si rinasce, ma il ferimento è un segno che resta e condiziona la struttura e il futuro dell'anima. La rosa è altresì la donna che conserva il suo mistero all'interno, appetibile a tutti. Ma quanti sanno spogliare una donna delle sue paure senza comprometterne l'integrità?
Qualunque fabbrica sacra ripropone l'immagine di una donna che viene attraverso la luce penetrata da Dio, nel sacro silenzio che si rende discrezione e viaggia tra le sfere del tempo elevandosi su di esso. È quanto suggeriscono gli ambienti chiusi che vengono attraversati da fasci di luce timida che ne riconosce il valore intimo e sacro. È quanto ammiriamo nelle grandi cattedrali gotiche in cui il senso di pervasione è dato dal pulviscolo di raggi che aleggia e si posa ovunque. È quanto altresì ci giunge dalla visione perpetrata dagli artisti attraverso le opere dell'Annunciazione.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.