L'introduzione della prospettiva e la demistificazione dei miti
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L'introduzione della prospettiva e la demistificazione dei miti

Amore e Psiche
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L'introduzione della prospettiva e la demistificazione dei miti
L'introduzione della prospettiva e la demistificazione dei miti

 

Il concetto di Stato si pioggia inevitabilmente su quello di Nazione. Non può esistere il primo in mancanza del secondo e l'Italia ne è la prova inconfutabile.

La mancanza di un suolo comune si riconduce inevitabilmente al disinteresse verso le radici che passa attraverso la sofisticazione e la demistificazione dei miti. Definiamo mistico l'atteggiamento di venerazione e adorazione rivolto al mistero. Mistero è Radice e in quanto tale è semplice. Semplice equivale a Indivisibile. Il semplice è l'Uno, l'origine e il fine. L'Alpha e l'Omega. L'interesse per la storia e l'indagine filologica che permeano l'Umanesimo da un lato ambiscono alla corretta esegesi nonché traduzione e sistemazione quindi del patrimonio classico, dall'altro sviluppano un profilo di approccio analitico verso la cultura delle origini che distacca dall'unità primordiale trasportata dai miti di appartenenza. Il mito alla deriva degli studi è visto come aspirazione di bellezza e sofisticata leggerezza. Gli dei sono isole di perfezione illusoria che gravita attorno a un mondo preesistente rispetto alla modernità quattrocentesca e di conseguenza sono guide verso ideali che mobilitano l'uomo, oppure lo distraggono per poi infondergli i dovuti insegnamenti. Alla cultura della coscienza subentra la dottrina dei saperi che, per quanto relazionati tra loro, dipendono da una visione sciolta e analitica.

Imparare equivale ad educarsi al bello che attraverso lo studio anatomico, i cui massimi livelli nell'antica Grecia furono raggiunti da Fidia, va riapplicato all'insorgente esigenza di modernità. Su cosa s'imposta questa velleità? Sullo sbilanciamento stilistico verso il futuro, avviato attraverso l'adozione della prospettiva. Il futuro si costruisce sulla bellezza delle forme che convergono verso un quadrato rischiarato dalla luce che lascia espandere nell'infinito. Orizzonte è Infinito. Il senso della prospettiva è affacciare sull'infinito attraverso tecniche raffinate che esprimono e conducono alla bellezza. L'assenza di una proiezione all'indietro che sta all'osservatore rintracciare, fa sì che lo sbilanciamento dell'uomo in avanti recida le funi che legavano a un passato che non va inteso in termini di schiavitù, ma di appartenenza.

Non può esserci schiavitù nell'appartenenza. La schiavitù si sviluppa nel rinnegamento della stessa. Se c'è un carattere che ci preserva nella nostra individualità e quindi libertà è quello del riconoscersi parte di un insieme che ci ha slanciati nell'esistenza. L'esigenza del bello associata a quella della prospettiva hanno portato il Rinascimento a soffermarsi sulla superficie dell'Arte e a consegnare al Seicento un'esigenza di atmosfere detonanti e pesanti che non avevano nulla in comune con la leggerezza evocata dai Miti, sussurrata dalle radici.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.