La cultura dello specchio nello scollamento dalla verità
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

La cultura dello specchio nello scollamento dalla verità

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
La cultura dello specchio nello scollamento dalla verità
La cultura dello specchio nello scollamento dalla verità

 

Non può esserci innovazione se non ripartendo dalla cultura delle radici e allineandosi ad essa. Lo specchio è l'illusione del momento e a seguire l'immagine riflessa suggerisce l'avvenuto scollamento dalla realtà e prima ancora dalla verità.

Le due sono collegate e la verità genera la visione corretta della realtà. Non vediamo le cose se non dentro noi stessi e attraverso noi stessi ed è proprio quanto la società del Re Sole si rifiuta di fare, circondandosi e ammantandosi di specchi.

La repulsione per la sobrietà e il clima di chiusura che caratterizza il passaggio dal Seicento al Settecento ci viene in maniera roboante riconsegnata proprio dagli allestimenti degli spazi interni costellati di specchi che ricostruiscono l'ampiezza falsata di un mondo illusorio, scollegato con l'esterno. Se nel Medioevo il castello attraverso il gusto della nuda pietra e del legno creava uno spazio chiuso ma di autorevolezza in un discorso più ampio che includesse l'esterno, nel Seicento l'isolamento è caratteristico di un mondo che si erge a sostituzione dell'Olimpo e che si riflette in sé stesso perdurandosi. Lo specchio riflette all'infinito la dipendenza uomo immagine. Quest'ultima appare morta perché scollegata da ogni altro tassello dell'intero organismo del Cosmo. Il Cosmo è la verità e la cultura dello specchio di contro alla visione conseguita e ampliata dalla filosofia naturalistica poggiata sui precetti ermetici, inserisce sostituendo la precedente, la cultura della ridondanza del potere.

Il potere è l'illusione di Lucifero. La potenza è la realtà. Si spiega anche in virtù di questo nel passaggio dal Settecento all'Ottocento la necessità di spogliare le dimore signorili di ogni abuso di eccesso per riconsegnarle all'archetipo di casa in cui primeggino il legno e la pietra internamente rivestiti di stoffe e comunque di decori che riconsegnino alla dimensione naturale. Ritorna il gusto del tappeto che introduce l'uomo all'idea di sogno congiunta alla purezza e all'intimità in relazione alla coscienza di ciò che è privato. Non può esservi privato né vera intimità nella disgregazione del mondo attraverso il riflesso dello specchio. La cultura dello specchio è alla base di uno stile di vita falsamente sociale perché privo di quella dimensione di silenzio e intimità come constatiamo dalle regge seicentesche e soprattutto settecentesche.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.