Il mito di Narciso e l'inganno dello specchio
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Il mito di Narciso e l'inganno dello specchio

Amore e Psiche
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Il mito di Narciso e l'inganno dello specchio
Il mito di Narciso e l'inganno dello specchio

 

La grazia pervade la donna nelle sue età ed è la risposta all'acqua, il dono di vita che Dio ci ha reso. La donna è l'acqua ma proprio in quanto acqua, è legata a tutti gli altri elementi.

La donna nella sua forma è la vita che festeggia l'acqua e ciò spiega l'associazione ninfa laghi e sorgenti. Il lago è il luogo dello specchio della luce che accentra e magnetizza lo sguardo umano ipnotizzato dalla propria immagine. È l'abisso del pozzo. Nel lago facilmente si annega. Esso rappresenta il risucchio dell'origine. La sorgente invece è il flusso dell'acqua che muove la vita. Entrambi riconducono alla donna.

Esistono vari tipi di risucchio espressione della vertigine della spirale che sposta l'interesse verso il centro in cui tutte le forze di annullano, precipitandoci rispettivamente nell'inizio e nella fine. Lo specchio in questo è simbolo d'inganno perché intrappola la nostra immagine, restituendoci un'unicità che è solo sul piano fisico, senza che vengano approfonditi i contenuti.

Il risucchio è importante nel momento in cui c'è una simmetria del due a confronto che si risolve nel bacio. In questo si esprime l'attrazione reciproca come forza che ingloba l'uno nell'altro. Non è una cosa da nulla. Pertanto si dice che gli abili amanti sappiano baciare nel modo in cui l'altro desidera, uniformandosi alle sue esigenze.

L'armonia che attraverso il bacio si realizza annulla il concetto di sfondamento che mette l'individuo nella coppia in difficoltà e in una condizione di sottomissione rispetto all'altro. Questo processo accade anche a proposito del narcisista che vede sdoppiata l'immagine da se stesso come fosse l'altro, uomo o donna, in cui risolversi. La fine tragica risolve l'inganno ed è quanto ammiriamo nella conclusione del mito di Narciso. Innamorato della propria immagine il giovane precipita nel lago che lo riflette e muore annegato. Anche qui il mito esplode in tragedia risolvendosi nel passaggio da uno stadio all'altro.

Attraverso il bacio che sia reale o simbolico (bacio gnostico) accade lo scivolamento del mito in tragedia. La rottura di un equilibrio che vede l'uno concentrato in sé stesso passare al centramento in sé stesso, possibile solo attraverso la personale conquista della verità.

È questo il processo psicologico che attraverso la "Mors Osculi" consente la transustanziazione da materia grezza a sostanza divina.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.