La brace e l'estasi nella cultura del Seicento
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La brace e l'estasi nella cultura del Seicento

Amore e Psiche
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Ridolfo Cunio, scena d'incendio, 'Incendio di Troia'
Ridolfo Cunio, scena d'incendio, 'Incendio di Troia'

 

Bramare esprime il desiderio che si fa ardente e che attraverso l'arte viene sublimato. La radice "Bra" trasmette la sensazione della fiamma che brucia viva e la ritroviamo difatti in "brace".

La forza vivida del fuoco è associata al ribollire del sangue che connota la pittura barocca la quale descrive e racconta le espressioni più intense dell'essere umano, consacrandosi in particolare alla rabbia e al dolore che si sciolgono nell'estasi.

L'estasi erotica e l'estasi mistica trovano il loro corrispettivo vivente nella figura della Maddalena. Entrambe, sfuggendo a una pura indagine razionale, si compenetrano nella figura della strega calata nelle spoglie evocative di Cleopatra e della Maddalena. La tentatrice è raffigurata attraverso il serpente che per i suoi sinuosi movimenti richiama alla mente la rotondità femminile. È curioso come la sfera, il cerchio si carichino nel Seicento di connotati lascivi surclassando i principi di armonia e di equilibrio che avevano richiamato in passato. Pertanto l'irregolarità del corpo femminile viene riproposta dai pennelli del Barocco che evidenzia spesso corpi affatto snelli ma morbidi con pieghe e diffusi rotolini di grasso. Siamo lontani dal modello femminile che ritroviamo ad esempio in Botticelli dove la verginità richiama ideali di purezza. Nel Seicento, complice la peste la cui epidemia si diffuse nella prima metà del secolo, la donna fu accusata di essere la cagione di ogni morbo mortale. La sifilide che viaggiò incontrastata nel periodo rinascimentale a causa delle feste orgiastiche in uso a quel tempo ma non solo, pose le basi a forme di un'acuta recrudescenza di odio verso la donna, arrivando a congiungere l'estasi della santità alle manifestazioni di diabolico isterismo.

La radice "Bra" la ritroviamo in "bramosia" che sembra e non a caso l'anagramma di "ambrosia". Agli dei tutto è concesso. Col Neoplatonismo sono retrocessi a esempi d'ispirazione di bellezza e soavità, o anche di quella negatività che va corretta. Sono gli specchi che consentono di reintegrare l'uomo nella sopraggiunta fede cristiana fatta di sobrietà e di sostanza. Il brivido pagano degli eccessi è fatto scorrere impetuosamente durante il Carnevale che con i canti carnascialeschi e la commedia dell'arte infiamma gli animi del Cinquecento e in modo sempre meno popolare e sempre più raffinato valicherà la soglia dei due secoli successivi.

Bramare lo ritroviamo strettamente connesso alla cultura indù vedica. È il dominio del mondo fenomenico che discende da Brahaman. I bramini sono i sacerdoti che guidano le coscienze affinché sappiano orientarsi nella realtà dell'illusione e quindi trascenderla.

[09:00, 17/3/2023] Sicoli Ippolita: https://images.app.goo.gl/JmQyRz1qha3Pdtdx7

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.