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Avere dignità significa innanzitutto avere cura della propria intimità a incominciare da quella fisica. La società odierna ci sta inculcando l'idea che avere cura e proteggere la propria intimità equivalga a nascondere e a non trarre profitto da quanto verrebbe invece ostentato.
Dimentichiamo così che anche l'ostentazione ha un suo che di magico e prezioso in rapporto a quanto si esclude alla visione sconsiderata di tutti. "Ostia" deriverebbe proprio da "ostentare". "Hostis" in latino "nemico" deriva dalla stessa radice etimologica. Ciò apre a discussioni interessanti. Il nemico è colui che violenta la nostra dignità. È in contrapposizione all'essere. Avere cura del proprio essere significa intenderlo come una finestra che si apre per fare sì che l'intimità esca dal proprio mistero, e a fin di bene per se stessi e per l'ambiente, instaurando tra le parti rapporti di armonia. Occorre rapportarsi all'immagine della finestra chiusa a proposito dell'intimità, quando occorre che l'essere ritorni alla sua dimensione di sacra inviolabilità.
Oggigiorno si considera il centro dell'essere un peso più che una responsabilità. Si dà troppa importanza a quanto si mostra. Ciò ha dato vita a una dicotomia tra il dentro e il fuori. Il nemico è legato a "ostentare" per il fatto che anticamente i nemici venivano legati e mostrati al dileggio del pubblico, come trofeo di vittoria. Ciò in un tempo in cui la contrapposizione tra dentro e fuori, essere e apparire, serviva a dare valore a entrambi e quell'autorevolezza che era la forma eloquente di dignità.
Sangue in greco ha la stessa origine di "anima". "Emas ematos" dà l'idea di quanto scorre dentro e che determina la vita. Ciò che è interno una volta che fuoriesce sconvolge.
Il sangue mestruale nel mondo ebraico ma non solo, impediva alla donna di presentarsi pubblicamente nei giorni del ciclo in quanto sangue morto o impuro, che non avrebbe determinato la prole. All'opposto, anticamente, il sangue sversato dal soldato in battaglia era considerato sacro e faceva di quel soldato un eroe.
All'origine di Emas e di Anima c'è la radice sanscrita di Atma, per gli induisti spirito dell'Universo da intendersi come respiro. Da qui "pneuma pneumatos : respiro, principio vitale" in greco. Che cos'è lo spirito se non il respiro dell'Universo che attraverso il sangue rende vivo l'organismo? Su Pneuma e sui suoi significati si è intrattenuto il dibattito del pensiero gnostico che collega lo spirito divino alla Salvezza alla quale vengono destinati coloro che sono raggiunti e coltivano il respiro di Dio.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.