Il lago e la nebbia nella visione del mago
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Il lago e la nebbia nella visione del mago

Amore e Psiche
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Il lago e la nebbia nella visione del mago
Il lago e la nebbia nella visione del mago

 

Quando il cuore si concentra su qualcosa, raggiunge l'immobilità e l'eternità.

Un ricordo, una situazione... se non hanno uno sviluppo, ci precipitano in un'angoscia infernale, prima che gli ingranaggi del cuore si scrostino da lì e riprenda il tempo a fluire. Allora accade che quel qualcosa che aveva intrappolato il cuore si slabbri svanendo, fino a diventare niente.

La nebbia è il grigio pantano oppure, il cielo che bussa al nostro presente scrostandoci dai pensieri logoranti. La nebbia è il mistero che ci apre al cielo. Esiste la terra ed esiste l'acqua che ci introduce al cielo. Riflettersi sulla superficie di acqua significa cogliere l'essenza nel tremolio delle onde che possono restituirci qualcosa di dolce, come qualcosa di perturbante.

Occorre l'acqua per specchiarsi e cogliere ciò che ci appartiene. Bello e florido di gioconde nubi, come tetro e soffocante. Un ammasso di nero.

Anche la nebbia come il cielo varia e le sue variazioni interpretano e raccontano i luoghi spingendo i loro abitanti a respirare un cielo bello nel paesaggio, o al contrario, a respingerlo perché nascosto dietro una coltre grassa di fumo. Pensiamo in quest'ultimo caso alla nebbia delle città industriali, altro dalle volute campestri. Queste esalano sospiri arcani. Riproducono una vetrata nell'aria da cui lasciano sgusciare creature mitologiche mai viste ma riconoscibili. Sono figure che riemergono da uno sfondo lontano annunciando chi siamo, dall'incontro con l'arcano.

Lago e Mago si appartengono. Entrambi rimandano ai contenuti dell'immagine, il primo riflessa, il secondo recuperata dal silenzio interiore. La M che ci lega alla Om e all'origine della vita "Mamma", così come a "home: casa" apre alla dimensione raccolta del mago che lascia risalire da dentro contenuti di verità. La difficoltà del Mago come anche del Sapiente e del Profeta consiste nel trasporre i contenuti emersi nella forma di linguaggio, per renderli comprensibili. Se nel caso del linguaggio analogico c'è una perfetta aderenza tra concetto e linguaggio, nel caso dei contenuti anagogici ed ermetici la corrispondenza manca, perché il linguaggio è strumento della ragione. Ecco pertanto intervenire l'immagine a colmare il silenzio dell'inefficacia delle parole che si rendono dipinto attraverso la metafora e ancor più l'adoperazione di una costruzione fantasiosa, nel linguaggio sacro egregiamente rappresentata dalla parabola. L'incomprensione verso il Mago deriva proprio dalla difficoltà per chi ascolta di entrare nella sua dimensione che è legata a un presente misterioso che lo diventa ancora di più nel momento in cui si muove lungo la direttrice temporale, risvegliando il passato e rendendolo presente. Allo stesso tempo, anticipando quanto è del futuro invisibile. Per queste caratteristiche il mago è anche veggente e in quanto tale è legato al lago e alla nebbia come velo sottile che illumina dal di dentro il mistero che è oltre. Il mito arturiano in questo è illuminante perché partendo dalla figura di Merlino introduce al significato simbolico del lago e della nebbia in rapporto ad Avalon, entrambi rappresentati nella loro solidità dalla tavola rotonda di Artù, intorno alla quale siedono i cavalieri o meglio i dodici segni dello zodiaco.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.