Il cielo, la foresta e la presenza di Dio
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Il cielo, la foresta e la presenza di Dio

Amore e Psiche
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Il cielo, la foresta e la presenza di Dio
Il cielo, la foresta e la presenza di Dio

 

L'uomo a immagine di Dio spalanca a una visione in orizzontale della religione, che riscontriamo anche nel Cristianesimo.

A differenza delle culture politeistiche, quelle monoteistiche contemplano l'idea di un Dio fattosi uomo e ciò ovviamente comporta un'ingerenza maggiore del Principio Primo nella storia che segue e indirizza. È quanto si verifica nel Cristianesimo in cui la figura di Gesù Cristo fa da cerniera tra l'Ebraismo, la religione madre e il sopraggiunto Cristianesimo. Lo stesso processo verifichiamo nel Mitraismo successivamente assorbito dal Cristianesimo e nell'Islamismo dove Maometto rappresenta la via da seguire.

Dio fattosi uomo, con tutti gli elementi simbolici di contorno che riconducono a un'immagine di umiltà, comporta un indottrinamento a più livelli che coinvolge tutta la popolazione, dagli strati sociali più bassi a quelli più alti, in una realtà in cui l'istruzione non sempre coincide con la ricchezza. L'avvicinamento delle due avviene nelle società più recenti dove finisce col dare luogo a esempi di sovrapposizione. Nel mondo antico solo i dignitari di corte e il ceto sacerdotale detenevano lo scettro della cultura. Gli umili spesso con l'arguzia e un'intelligenza di ordine pratico salivano di reddito pur rimanendo ai margini della società politica. È quanto accade con la pastorizia e l'allevamento che dà luogo a nuove fonti di guadagno e inaugura nuove rotte commerciali.

Se le civiltà del deserto aprono all'ipotetica esistenza di altre civiltà sparse nell'Universo, in virtù di un cielo che si stende piatto sul silenzio di sabbia e pietre, il magico scenario delle algide notti polari o delle aree illuminate dall'emozionante fenomeno delle aurore boreali hanno portato a concepire il cielo in modo diverso.

Il cielo in Egitto è una porta magica che apre ad altri sconfinati mondi dell'Universo perché turgidi e vividi si fanno costellazioni e pianeti incastonati nel blu che sovrasta il deserto. Nel Nord Europa la serica luminosità boreale accosta l'uomo a una diversa immagine del cielo che sembra impregnare di nuove forme di vita il regno di foreste e tundra. "Foresta" significa propriamente quanto è fuori dall'habitat umano ed è regolato dalle leggi della natura selvaggia. È un labirinto incantato quanto spietato di cui il romanziere London ci dà un emozionante assaggio. Ciò che è fuori è oltre rispetto al visibile e su questo principio si struttura la visione del reale delle culture nordiche. Il cielo è parte della natura paesaggistica e spalanca al volto di un dio che si esprime nella Natura. I gelidi veli di nebbia rendono percepibile la presenza di Dio come un tutt'uno con la foresta spesso visitata da creature che ricercano il contatto con la terra.

Il fenomeno è più della realtà studiabile e verificabile, è la maschera di Dio che cerca l'uomo, oltre cui si cela il noumeno. Il Pensiero kantiano a proposito di Fenomeno e Noumeno tiene conto di questi aspetti sopra riportati ed è di cerniera tra l'Illuminismo e i nuovi orizzonti romantici.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.