La tradizione muratoria nel passaggio dalla Sapienza alla Conoscenza
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La tradizione muratoria nel passaggio dalla Sapienza alla Conoscenza

Amore e Psiche
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Agostino dei Musi L’Accademia di Baccio Bandinelli 1531 Incisione, 27.3 x 29.9 cm. Biblioteca Marucelliana, Florence
Agostino dei Musi L’Accademia di Baccio Bandinelli 1531 Incisione, 27.3 x 29.9 cm. Biblioteca Marucelliana, Florence

 

 La sacralità del muratore è legata al fatto che ha messo piede in quegli spazi proibiti alla gente comune. Pensiamo ad esempio al Sancta Sanctorum. La tradizione ebraica della Torah si fonda proprio sulla sacralità di chi costruisce con la pietra o con le mani. In questo quadro facciamo rientrare anche Noè con la sua arca le cui misure furono consegnate a lui direttamente da Dio.

Il termine mastro riferito all'operaio e al muratore anziani si carica quindi di significati speciali relativi all'accessibilita' e alla padronanza degli spazi in cui opera. Il mastro si muove con disinvoltura negli ambienti privati concentrandosi sul suo lavoro. Anche i grandi dinanzi a lui chinano il capo. È una figura a cui portare rispetto anche solo per l'esperienza che rende sacra ogni forma di approccio alla conoscenza e che lui possiede. A proposito della malleabilita' conferita alla pietra conosciuta ben prima dei metalli, e trasferita a chi la adopera e maneggia con dovuta perizia, il muratore scavalca il principio di confine sociale. La maestria nelle mani, la conoscenza delle regole e leggi matematiche apprese dall'esperienza diretta fa sì che egli cresca di grado, applicando alla struttura sociale i paradigmi propri della tradizione sapienziale.

Si cresce se si è qualcuno nel proprio ambito di pertinenza, finendo poi col dimostrare la flessibilità nell'ambito delle competenze. È su questi presupposti che si sviluppa la civiltà muratoria confluita poi nella tradizione massonica attraverso il passaggio da apprendista a compagno e infine a maestro.

Prima dell'architetto c'era il muratore che apprendeva direttamente da Dio e che a a sua volta ha insegnato e formato i primi architetti. Ecco perché a tutt'oggi ci sono bravi mastri che superano in lungimiranza e previdenza l'opinione e la preparazione libraria di architetti e ingegneri. Chi apprende direttamente dalle mani e dalla riflessione sulle cose è superiore a chiunque e ciò faceva anticamente dei mastri figure sacre in una società irremovibile. Il Medioevo s'impunta su questi principi dai quali nasce il metodo di apprendistato per via diretta dal Maestro. La conoscenza acquisita con la Scolastica si basa proprio su questo rapporto diretto tra discepolo e maestro secondo il modello delle scuole filosofiche greche preellenistiche. La conoscenza impartita dal maestro al discepolo riprende l'antica concezione di investitura che caratterizza anche il mondo cavalleresco militare del Medioevo. A questo principio si contrappone l'accademismo rinascimentale che conduce a una visione più aperta della cultura. Relativamente, dal momento che si fa sempre più pressante il controllo su di esso applicato dalla Chiesa che aveva gestito l'orientamento sapienziale della cultura medievale.

Il termine canone prende sempre più piede nell'Umanesimo, giustificato dal ferreo rigorismo applicato e richiesto in architettura. Il canone infonde un senso di ossequioso rispetto verso la materia stessa che perde sempre più il carattere di disciplina. Da quì l'aperture a nuove forme di dialogo. Il cinque diventa numero di diramazione dell'uomo nelle sue possibilità superando il sei che è la completezza di Dio dalla cui autorità discende tutto.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.