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Emozione e verita'. Oltre il confine sensibile dell'apparire. Intervista all'attrice Ines Froio

In questa intervista:

La scena è l'unico luogo dove la verità si coniuga alla finzione che si fa strumento di un universo di cui l'attore è una cellula pulsante. Il Teatro e il Cinema assurgono pertanto a luoghi metafisici di un sentire pieno che unisce il regno delle emozioni a una comunicazione di certo consapevole. Partendo da questo, Ines Froio in questa intervista metterà a nudo se stessa, parlandoci dei suoi progetti che la vedono impegnata non solo come attrice ma anche in qualità di poetessa e narratrice, dell'anima.

Siamo soliti concepire le emozioni come qualcosa di fugace che scorre sul vestito della nostra anima e se ne va lasciandoci il vuoto di quanto prima vissuto. Oggi più di ieri le emozioni si ritiene possano colmare le lacune delle mancate soddisfazioni. Cerchiamo le emozioni perché incapaci di guardarci dentro e di mettere a fuoco la nostra natura. Chi siamo.

Il riuscire a emozionare va di pari passo con il coinvolgimento totale di corpo e anima oggi oscurato anche dall'uso forsennato della rete e di tutto il mondo virtuale che ci propinano costantemente una realtà piatta e per questo omologabile. Penalizzata ne risulta anche l'arte specie scenica, spesso costretta a ricorrere in modo esagerato all’utilizzo di effetti speciali per tenere avvighiato il pubblico alla storia.

Si va perdendo il senso delle cose e la capacità di collegare le emozioni cucite all'anima alla verità che portiamo dentro e che è frutto di un lungo e impegnativo percorso di conoscenza.

Emozionandoci ci conosciamo e conoscendoci ci emozioniamo. Sono vere entrambe le espressioni che concorrono ad elevarci a quanto di più profondo esiste, che chiamiamo verità.

Sono questi i temi che affronteremo nell'intervista di seguito, la cui protagonista è una giovane e talentuosa artista, riduttivo definire attrice. Contraddistinta da una forte propensione verso l'arte, in quanto anche poetessa e narratrice Ines Froio vive in prima persona il suo impegno nel mondo della comunicazione e dei multiformi linguaggi dell'arte.

Ines, quando ha capito di essere interessata al mondo della recitazione?

“L'ho capito durante gli anni delle superiori. Quando frequentavo il liceo linguistico, ho aderito a un corso di recitazione che si teneva proprio nell'istituto. Lì mi è stata data l'opportunità di confrontarmi con me stessa e di mettere a nudo le capacità innate con cui fronteggiare la mia timidezza e la mia insicurezza.”

Possiamo definire il corso frequentato un banco di prova utile a comprendere il percorso che da lì a breve avrebbe intrapreso.

"È stato il mio punto di partenza.”

Esatto, il trampolino di lancio che l'ha portata a confrontarsi anche col mondo delle sfilate e della bellezza. Una esperienza tra le più significative da lei vissute è stata proprio la partecipazione al concorso di Miss Puglia.

“È stata per me un'esperienza molto importante. Ho aderito quasi per gioco, senza aspettarmi nulla, e invece mi sono ritrovata a sfilare con la fascia davanti a una giuria di esperti."

Cosa ha rappresentato per lei questa esperienza?

"È stata importantissima perché ha consolidato le percezioni di me che già possedevo e mi riferisco non solo alla sicurezza e alla capacità di riuscire a gestire gli sguardi del pubblico e soprattutto della giuria, ma a qualcosa di molto più profondo. Ho preso coscienza del mio valore attraverso le mie unicità. Sfilando ho capito che agli altri arrivava chi realmente fossi, attraverso l'eleganza che mi contraddistingue accompagnata dalla naturalezza."

Lei Ines, ha menzionato un particolare estremamente importante nella precedente risposta. Ha parlato di eleganza ma anche di naturalezza. In un mondo che sbrodola di eccessi, la visibilità senza profondità o che si fa veicolo di contenuti volgari rivela assenza di pensiero. A questo lei si oppone riconducendosi al tema dell'eleganza da associare alla naturalezza. Si percepisce in lei un'esigenza di comunicabilità tra l'io persona e il mondo, del tutto risolta. È questo uno degli aspetti più significativi della sua persona, che emerge anche dall'attività parallela a quella della recitazione che in lei è presente. Mi riferisco alla scrittura.

"La scrittura è dentro di me da sempre. Da quando ero piccola scrivo poesie e da qualche anno alle poesie ho affiancato la narrativa. Durante il lockdown mi sono concentrata tanto sulla scrittura. Ho prodotto poesie ma anche racconti."

A riguardo di quanto ora espresso, lei ha un sogno nel cassetto. Quale?

"Il mio più grande sogno è quello di creare un gruppo teatrale tutto mio e di portare in scena i miei lavori."

E io glielo auguro. Se l'esperienza di Miss Puglia ha costituito un episodio nel suo percorso di crescita, altro si è dimostrato il corso di recitazione frequentato durante il liceo.

"Sì. A seguito di quel corso, completato il liceo, mi sono iscritta a Roma alla scuola di cinematografia dove mi sono diplomata."

Dopodiché è iniziata la sua attività vera e propria.

"Ho collaborato a un progetto teatrale del regista Marco Grossi, che potrebbe portarmi  su tanti palcoscenici italiani."

Il suo entusiasmo è qualcosa di molto bello perché di una persona che sa molto bene quello che vuole realizzare. Com'è il rapporto con le sue colleghe e com'è stato con le sue compagne di corso? Ha notato differenze tra lei e loro?

"Purtroppo noto una grande superficialità nel mondo del Cinema e del Teatro. È come se la recitazione fosse di secondo piano rispetto al bisogno di apparire. La visibilità è importante ma innanzitutto occorrono i contenuti."

Sicuramente. Lei si pone nei confronti del mondo del Teatro e dello Spettacolo da una prospettiva critica che le conferisce una marcia in più rispetto alle sue colleghe. L'eccessiva necesità di apparire è uno degli aspetti di quel mondo che meno le piacciono e che vorrebbe venissero superati?

"Certamente. La volontà di emozionare sulla scena oggi è quasi scomparsa. Manca l'emozione che si prova e che si suscita. C'è disinteresse a stimolare negli altri emozione. Così come c'è disinteresse verso il vero talento che invece ti farebbe fare la differenza tra te e gli altri. È una realtà questa in cui siamo, che abbonda di sagome ma non di persone. Pertanto anche la finzione che riguarda espressamente il mondo delle scene, perde ogni valore. Diventa niente. Si dovrebbe fingere sulla scena per comunicare la verità dei contenuti. La finzione scenica ti chiede di essere te stesso e soprattutto vero mentre reciti, altrimenti non rilasci emozioni."

La verità non è in contrasto col mondo dell'arte scenica, ma suo punto di partenza e di arrivo. È in questo la chiave di volta delle rappresentazioni e dell'azione catartica che ha fatto inizialmente del Teatro una vera palestra di vita. Ines, lei hai una visione elevata e altresì profonda del mondo della recitazione. Se le si proponesse di lavorare in uno spot pubblicitario, lei accetterebbe?

"Certo. Anche attraverso uno spot si possono trasmettere contenuti."

E se le proponessero una scena di nudo?

"Io detesto la volgarità e tutto ciò che non abbia un senso. Una scena anche se di nudo ma fatta bene e inserita nel giusto contesto, ha il suo valore."

Siamo noi a fare la differenza veicolando agli altri il nostro essere, la nostra sostanza. Il vero Teatro dovrebbe educare a non fare numero, a indebolire la logica della massa e al contrario contribuire all'accrescimento della massa critica oggi sempre più offuscata. In un mondo in cui tutto appare opinabile, senza certezze, che brancola alla ricerca di una verità che non trova, si dimentica troppo spesso il valore dell'individuo e la capacità che lo riguarda di essere faro per se stesso prima che per gli altri. Occorre essere veri per capirlo ed essere veri significa vivere un rapporto sacro con se stessi innanzitutto e poi con gli altri.

Ritengo che questa intervista sia davvero interessante oltreché formativa per il confronto aperto con un mondo fatto di profondità e di autenticità che sta a noi tutti preservare e non far scomparire. È il mondo di Ines Froio e di quanti ancora in esso si riconoscono.

Ringrazio vivamente l'attrice Ines Froio per averci aperto lo scrigno delle sue emozioni e prospettato un modo altro di intendere e considerare la realtà del palcoscenico, meno eclatante se vogliamo, ma sicuramente più affascinante e indubbiamente vero. A lei e ai suoi progetti i migliori auguri da parte mia e di tutta la Redazione.

 

Scarica il PDF:  Emozione-e-verita_-_Oltre_il_confine_sensibile_dell-apparire_-_Intervista_all-attrice_Ines_Froio.pdf

Leggi anche: Biografia. Ines Froio

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VIDEO su Facebook:  L'attrice Ines Froio

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli